PETROLIO: OPEC, LA BENZINA CARA E' COLPA DELLE VOSTRE TASSE
PETROLIO: OPEC, LA BENZINA CARA E' COLPA DELLE VOSTRE TASSE

Roma, 31 mar. - (Adnkronos) - La benzina cara e' colpa vostra e delle vostre tasse, cari europei, non del greggio estratto nei nostri paesi. C'e' quasi rabbia nel documento del segretariato dell'Organizzazione dei Paesi esportatori di petrolio diffuso oggi dall'Irna, agenzia di stampa dell'Iran, uno dei paesi che ha dovuto accettare suo malgrado gli aumenti alla produzione petrolifera decisi nell'ultimo vertice di Vienna.

L'Opec ''e' il capro espiatorio'' dei media, dei politici e dell'opinione pubblica in generale per l'elevato prezzo dei carburanti nei paesi occidentali, dove sono tutti convinti che il prezzo sale perche' il greggio aumenta. E l'Opec e' percepita come la diretta responsabile di questi aumenti. ''Ma nulla e' piu' falso - si legge nel documento- Sebbene ci sia ovviamente un legame tra prezzo del greggio e prezzo dei prodotti petroliferi, esso non e' cosi diretto ne' cosi' proporzionale. La ragione principale degli aumenti ha un nome preciso: le tasse''. Quelle che vengono imposte da tutti i paesi consumatori in varia misura.

E una delle regioni del mondo dove l'imposizione fiscale penalizza di piu' i consumatori e' l'Europa, dove, cita il segretariato, il 68 per cento del prezzo finale va al fisco, il 16 per cento alla raffinazione ed alla commercializzazione, e solo il restante 16 per cento ai paesi produttori. Nell'ambito dei sette paesi piu' industrializzati, il G-7, il 49 per cento del prezzo e' formato da tasse, il 26 per cento e' corrisposto ai raffinatori ed il 25 per cento agli esportatori.

Come se non bastasse, prosegue l'atto d'accusa dei paesi produttori, quando il prezzo del barile scende, molti governi ne approfittano per incrementare il loro gettito fiscale lasciando invariato il carico fiscale. Insomma, l'analisi dell'Opec conclude osservando che ''molti governi delle nazioni industrializzate incassano dai prodotti petroliferi almeno tre volte quello che percepiscono i paesi produttori''.

(Maz/Rs/Adnkronos)