CINEMA: STONE, LO SPORT CORROTTO DAI SOLDI
CINEMA: STONE, LO SPORT CORROTTO DAI SOLDI

Roma, 31 mar. - (Adnkronos) - ''I soldi assoluti corrompono in modo assoluto''. Breve e incisiva la massima che utilizza Oliver Stone per 'spiegare' 'Ogni maledetta domenica', il suo film sul football americano interpretato da Al Pacino, Cameron Diaz, Dennis Quaid, Jamie Foxx. Due ore e mezza per raccontare uno scorcio di stagione dei Miami Sharks, quello a cavallo dei 'play off': ''Da bambino -spiega il regista- il football era diverso, la Tv non se n'era ancora impadronita. Oggi i giocatori sono tutte star, il gioco si decide in cabina di regia e c'e' solo brutalita', tecnologia e le medicine che i giocatori prendono e che falsano le prestazioni''.

Grande tifoso di football, Stone, che nel film si e' ritagliato un 'cameo' nei panni di un giornalista sportivo, in 'Ogni maledetta domenica' racconta della 'battaglia' tra i valori tradizionali dello sport, quelli che il vecchio coach Tony D'Amato (Pacino) cerca di inculcare nei suoi ragazzi con l'aiuto del suo quarterback, la bandiera Jack Rooney (Quaid), e le nuove ragioni del business di cui sono alfieri Cristina Pagniacci (Diaz), la pragmatica miliardaria proprietaria degli Sharks attenta solo ai guadagni, e Willie Beamen (Foxx), il giovane quarterback di colore simbolo della nuova generazione di giocatori molto simili a rock star. Si tratta di una vera lotta, simile a quella in cui si impegnano ogni domenica i giocatori sul campo.

''Sono stanco di questi discorsi 'new age' sulla pace -dice Stone-. Sono irrealistici. La vita non e' cosi', la vita e' lotta. Nei miei film si lotta sempre perche' solo cosi' si migliora e si ottiene la consapevolezza''. E cosi' 'Ogni maledetta domenica' sembra in diversi momenti un vero film di guerra: ''L'inizio e' un po' come quello di 'Salvate il soldato Ryan' -ammette lo stesso autore-. E' una sorta di combattimento, come in 'Platoon', con la stessa intensita' e partecipazione''. Gli stessi protagonisti sono dipinti come moderni guerrieri: ''Il discorso che il vecchio coach Pacino fa ai suoi ragazzi per caricarli prima di un incontro e' lo stesso che ho sentito in guerra in Vietnam -rivela Stone-. Lui dice loro che la differenza tra vittoria e' sconfitta e' questione di centimetri, quei centimetri che si devono conqustare per andare in meta''. (segue)

(Gmg/Fr/Adnkronos)