MAZZINI: SPUNTA UNA POESIA INEDITA CHE SFOTTE GARIBALDI
MAZZINI: SPUNTA UNA POESIA INEDITA CHE SFOTTE GARIBALDI
VA ALL'ASTA DA CHRISTIE'S MA NESSUNO ACQUISTA L'AUTOGRAFO

Roma, 20 giu. - (Adnkronos) - Tra i documenti inediti presenti nel carteggio tra Giuseppe Mazzini e il suo discepolo bolognese Giuseppe Petroni e' saltata fuori una poesia sconosciuta dell'eroe risorgimentale, scritta per irridere Giuseppe Garibaldi, l'ex compagno di tante battaglie. Si tratta di un manoscritto autografo del fondatore della ''Giovine Italia'' scritto in terzine dal titolo ''Esser eroe!!!''. Pur rappresentando una novita' mazziniana di un certo rilievo, il prezioso documento messo all'asta da Christie's a Roma e' rimasto invenduto perche' nessun acquirente presentatosi all'incanto ha offerto la cifra di 20 milioni necessaria per aggiudicarsi il lotto, che comprendeva anche diciassette lettere scritte dal padre della patria.

Secondo l'esperto di autografi di Christie's Italia, Massimo Fino, la poesia e' ''un documento sorprendente della nota avversione di Mazzini per Garibaldi, evidente soggetto delle ironiche allusioni dei versi''. ''Esser Eroe! Se hai dramma di cervello/ non ti venga in pensier tale follia,/ ch'esser piu' ti convien menno e corbello./ Esser Eroe! Bel sugo in fede mia!'', recita la prima strofa della composizione mazziniana, che poi continua cosi': ''Poi vedersi su carta dozzinale/ ritratto e appeso in qualche cucina/ insieme a Sant'Antonio e al suo maiale./ Ovver fatto di gesso e di calcina/ Portar di terra una pippetta in bocca/ e sul capo una mela o una susina/ (...) E la statua per cui t'arrovelli/ fara' da pisciatoio ai passeggianti/ e da bersaglio ai sassi dei monelli''.

L'archivio appartenuto al luogotenente mazziniano a Bologna, Giuseppe Petroni (1812-1888), comprende lettere dal tono familiare, scritte dall'eroe risorgimentale per dare indicazioni pratiche su eventuali sommosse. Le lettere in questione presente nell'archivio Petroni furono pubblicate in forma integrale dallo storico Franco Della Peruta nel 1962 negli ''Annali della Fondazione Giangiacomo Feltrinelli.

(Sin-Xio/Zn/Adnkronos)