AMATO: IN UN LIBRO IL DIARIO DI UN POLITICO 'DIVERSO'
AMATO: IN UN LIBRO IL DIARIO DI UN POLITICO 'DIVERSO'
IL REGALO DI COMPLEANNO DI ALECCI, I SUOI SCRITTI RACCOLTI IN VOLUME

Roma, 22 giu. (Adnkronos) - Titolo: ''Il tempo lungo delle idee''. Autore: Giuliano Amato. Editore: Gastone Alecci, storico portavoce del premier. Tiratura: 110 copie, tutte numerate e fuori commercio, destinate solo a una cerchia ristretta di amici intimi. Eccolo, quello che gia' promette di diventare il libro piu' ambito dell'estate 2000. Il volume nasce come originale e affettuoso regalo di compleanno ideato da Alecci per i sessantadue anni del premier. Stampato in proprio (e a proprie spese: ''ho rotto il salvadanaio'', confessa Alecci) raccoglie 43 brevi articoli scritti da Amato per l'Espresso e per Panorama in due fasi: la prima dall'87 all'89, quando Amato era ministro del Tesoro nei governi Goria e De Mita, la seconda dal '93 al '94, a cavallo fra il periodo piu' duro di Tangentopoli e il Governo Berlusconi.

Scorrendo le pagine ne scaturisce il ritratto di un ''politico diverso'' (come scrive Luciano Cafagna nella prefazione) ma soprattutto lungimirante. I 43 capitoletti che compongono il libro si prestano infatti a una sorta di gioco di societa': scoprire in quale anno sono state fatte certe affermazioni. Per esempio questa: ''Sono troppi i parlamentari, e sono troppi anche i partiti. Occorre ridurre gli uni e gli altri''. Sembra detta ieri, e' del 1988, quando i gruppi parlamentari alla Camera erano 'appena' 12. O questa: ''abbiamo messo mille toppe al nostro stato sociale, ma continua a perdere acqua da tutte le parti'' (1988). O ancora, sulla biotetica: ''prima o poi il parlamento dovra' adeguare le leggi alla nuova realta'' (1988).

Ma non basta. La piu' bella della serie 'corsi e ricorsi storici' il 'dottor Sottile' la scrive a pagina 42, quando punta il dito contro ''gli sconfitti, pervasi dalla ricerca febbrile di un leader da contrapporre a Berlusconi in tv''. Amara riflessione non di ieri ma del 1994, anno in cui la sinistra si leccava le ferite della batosta elettorale inflitta dal Polo. E anno in cui, parlando del futuro di Berlusconi e di Forza Italia, Amato si chiedeva se ''restera' un 'non partito''' o non diventera', invece, ''un movimento che intende affondare nella societa' quelle radici che i partiti hanno perso''. E ancora, ecco una opinione 'vecchia' (si fa per dire) di sei anni su leggi elettorali e referendum: ''I promotori dei referendum sono oggi tra gli sconfitti che osservano, come apprendisti stregoni, il torrente incontenibile uscito dai loro alambicchi: la legge elettorale non ha prodotto le due squadre allineate e ordinate che essi avevano promesso, e i contrasti si riproducono in coalizioni politiche in cui non e' chiaro il peso''. (segue)

(Nnz/Gs/Adnkronos)