GIUSTIZIA: FASSINO, ANCORA LONTANI DA CIVILTA' CARCERARIA
GIUSTIZIA: FASSINO, ANCORA LONTANI DA CIVILTA' CARCERARIA
'SERVE UNA RISPOSTA CHE NON SIA SOLO DI EMERGENZA'

Roma, 22 giu. - (Adnkronos) - La civilta' di un Paese ''si misura anche dal grado di civilta' e di dignita' del suo sistema carcerario e oggi siamo molto lontano da tale acquisizione''. Il richiamo e' del ministro della Giustizia Piero Fassino, intervenuto a Roma alla festa della Polizia Penitenziaria. ''Basterebbe pensare -ha citato ad esempio il ministro- al grado di fatiscenza della stragrande maggioranza dei nostri istituti di pena, al sovrappopolamento -53 mila detenuti per 40mila posti branda- che caratterizza tutte le nostre carceri, all'insufficienza -al carcere di Opera 3 educatori per 1.200 detenuti- del personale dedicato ad attivita' di recupero e di reinserimento, alla gravosita' quotidiana cui sono sottoposti gli agenti di polizia penitenziari, alla scarsita' di risorse a disposizione degli istituti minorili, al degrado degli ospedali psichiatrici giudiziari''.

Per Fassino, questi ''non sono mali recenti, ma discendono dall'accumularsi per decenni, di carenze, distrazioni, insensibilita'''. Ecco perche', a giudizio di Fassino, ''serve una strategia, una risposta che non sia solo di emergenza, perseguendo e tenendo insieme due obiettivi: un carcere che garantisca l'effettiva espiazione della pena, tanto piu' per quei reati avvertiti come pericolosi dai cittadini e, al tempo stesso -come prescrive la Costituzione- offrire a chi ha errato l'opportunita' di un percorso di reinserimento che consenta, al termine della pena, di riacquisire una vita normale''. (segue)

(Mac/Idb/Adnkronos)