IRAQ: AMBASCIATORE YACOUBI, GRAZIE ITALIA FERMARE GENOCIDIO (2)
IRAQ: AMBASCIATORE YACOUBI, GRAZIE ITALIA FERMARE GENOCIDIO (2)
GRIMALDI, EMBARGO ORMAI INSENSATO GOVERNO SIA MENO PRUDENTE

(Adnkronos) - Tra le ragioni che stanno alla base dell'embargo, secondo Al Yacoubi, c'e' il petrolio. ''Siamo tra i paesi piu' ricchi di questa materia prima -dice- ma siamo anche gelosi della nostra autonomia. Vogliamo vivere in pace, senza pero' sottometterci a nessuna delle dominazioni dei grandi poteri anche economici del mondo. Vogliamo essere padroni del nostro destino...''.

La fine delle ritorsioni economiche e' per Baghdad la condizione preliminare di ogni altro ragionamento di politica internazionale. ''Con l'Iran abbiamo avuto problemi, ma stiamo lavorando per normalizzare i rapporti -dice l'ambasciatore- Ci sono ancora questioni aperte come quelle dei 39 mila prigionieri di guerra ancora detenuti da Teheran e dei circa 130 aerei tra civili e militari che non ci sono stati restituiti malgrado accordi di dieci anni fa. ma noi vogliamo vivere in pace con tutti i nostri vicini. Kathami? Non e' nostro compito sostenerlo, ma del popolo iraniano. da parte nostra non ci sara' alcuna interferenza''.

Stesso ragionamento anche per il contributo che l'Iraq potrebbe dare al processo in Medioriente. ''Finche' ci sara' l'embargo non ce ne occupiamo. Approveremo cio' che il popolo palestinese decidera'. Solo pochi giorni fa -aggiunge Yacoubi- il presidente Saddam Hussein ha confermato che siamo disponibili a rinunciare al nostro arsenale militare se anche gli altri paesi dell'area lo faranno. Certo, non e' giusto che gli altri abbiano le armi e noi no...''.

Contro l'embargo e' schierato il Pdci che e' stato tra i promotori della risoluzione approvata ieri dalla Camera. ''Il documento votato ieri non si esprime sulla politica del governo italiano che si e' ispirato a una linea di prudenza sull'Iraq -spiega Grimaldi- Noi speriamo si possa fare di piu', come e' stato fatto con l'apertura verso paesi come la Libia, l'Iran e anche la Corea del Nord. A Baghdad chiederemo la massima apertura per facilitare il dialogo. Crediamo che l'embargo sia ormai insensato: se ci fossero stati i depositi di armi in 10 anni sarebbero venuti fuori...''.

(Pnz/Idb/Adnkronos)