POL. PENITENZIARIA: FASSINO A GIORNALISTI, NON CHIAMATELI SECONDINI
POL. PENITENZIARIA: FASSINO A GIORNALISTI, NON CHIAMATELI SECONDINI

Roma, 22 giu. - (Adnkronos) - Usare i termini 'secondini' e 'guardie carcerarie' per parlare degli operatori del Corpo della polizia penitenziaria ''Significa fare una cattiva informazione e non si rende un servizio utile ai cittadini''. E' l'appello rivolto dal ministro della Giustizia Piero Fassino ai giornalisti intervenuti alla celebrazione della Festa della polizia penitenziaria. ''Il termine 'secondini' -ha aggiunto Fassino- si perde ormai nella storia. Le guardie e gli agenti di custodia non esistono piu' dal 1990 quando con la riforma e' stato istituito il Corpo di polizia penitenziaria. E' una questione di giustizia per il Corpo che, dopo anni di lotte per arrivare ad una smilitarizzazione, adesso non deve vedersi negato il ruolo e il nome leggittimo conferitogli dalla legge''.

Nel proprio intervento alla Festa della polizia penitenziaria, Fassino ha fatto riferimento alle ''Ben note e dolorose vicende di Sassari'' che ''Hanno richiamato l'attenzione dell'opinione pubblica e dei media sul carcere. Per tutti noi, ma in primo luogo per le donne e gli uomini del Corpo, sono state giornate difficili, nel corso delle quali si sono letti e ascoltati giudizi superficiali, valutazioni affrettate, apprezzamenti ingenerosi''. Anche per questo Fassino ha manifestato ''Il pieno apprezzamento del governo e dello Stato per l'opera preziosa, difficile, ingrata a cui attendono con dedizione e impegno i 43 mila appartenenti al Corpo della polizia penitenziaria, garantendo cosi' la sicurezza dei cittadini e di tutti noi''.

(Mac/Gs/Adnkronos)