ISRAELE: FANATICI CONTRO I BORDELLI DI TEL AVIV
ISRAELE: FANATICI CONTRO I BORDELLI DI TEL AVIV

Tel Aviv, 26 ago. - (Adnkronos/Washington Post) - ''Brucerete, brucerete!'' gridano uomini ultraortodossi passando sotto le finestre dei bordelli del quartiere a luce rosse di Tel Aviv. E nello spazio di poche settimane, questa estate sono stati otto i sex shop e i bordelli colpiti da attentati incendiari. Il piu' grave di tutti ha provocato una settimana fa la morte di quattro prostitute, due israeliane e due immigrate clandestine dell'est europeo. Sono morte soffocate dal fumo, poco prima dell'alba.

La polizia segue due piste, quella della lotta fra gang per il controllo della prostituzione, ma anche la strada del fanatismo religioso. Molte ''ragazze'' accusano gli ultraortodossi. Il quartiere a luce rosse e' vicino alla stazione centrale degli autobus e molti devoti lanciano insulti e minacce passando sotto le finestre dei bordelli. Qualcuno cede invece alla tentazione: gli ultraortodossi sarebbero, secondo le prostitute, circa un quinto della clientela. All'inizio dell'anno, uno squilibrato con tendenze religiose, soprannominato dai media ''il messia'', e' stato arrestato per aver lanciato bombe molotov contro due bordelli.

In Israele la prostituzione e' legale, ma il mercato e' in gran parte controllato dalla malavita. A Tel Aviv vi sono circa 200 bordelli, dove ''lavorano'' soprattutto ragazze russe. Qualcuna e' arrivata di sua volonta', ma la maggior parte sono state rapite o ingannate dai loro ''protettori'' che le ricattano, trattenendo i passaporti e minacciando ritorsioni sulle famiglie a casa. Si calcola che in Israele vi siano un migliaio di prostitute clandestine provenienti dall'ex Urss.

(Cif/Idb/Adnkronos)