GLADIO ROSSA: SPARITO ARCHIVIO SEGRETO PCI SU APPARATO MILITARE
GLADIO ROSSA: SPARITO ARCHIVIO SEGRETO PCI SU APPARATO MILITARE
LO HA ACCERTATO CONSULENTE COMMISSIONE STRAGI, RICERCHE IN CORSO

Roma, 6 set. (Adnkronos) - Risultano introvabili i documenti segreti del Pci sull'apparato militare del partito comunista italiano, la cosiddetta Gladio Rossa, che avrebbe funzionato dall'estate del 1945 fino alla meta' degli anni Sessanta. Le carte, a quanto pare contenute in cinque valige di pelle verde, sarebbero state trasferite, intorno alla meta' degli anni Ottanta, ''dalla sede di istituzioni culturali vicine al Pci nelle abitazioni di antichi e fidati dirigenti''. Lo rivela all'agenzia Adnkronos lo storico Gianni Donno, docente all'Universita' di Lecce e soprattutto consulente della Commissione parlamentare sulle stragi e il terrorismo, il quale sta conducendo per l'organismo bicamerale presieduto dal senatore Giovanni Pellegrino un'approfondita indagine d'archivio sulla formazione paramilitare del partito, denominato ''apparato di vigilanza''.

L'archivio segreto del Pci finora mai ricomparso non avrebbe niente a che fare con l'archivio storico donato da Botteghe Oscure a partire dal 1992 (fino al 1995) all'Istituto Gramsci di Roma, dove sono custoditi tra gli altri i verbali delle riunioni della direzione e del Comitato Centrale del Partito Comunista dal 1944 al 1991. Secondo quanto risulta da riscontri effettuati in Italia con esponenti autorevoli dell'ex Pci e testimoni viventi esterni al partito, spiega il professore Donno, ''l'archivio segreto avrebbe contenuto la documentazione 'militare', cioe' le direttive e i piani insurrezionali territoriali, elaborati anche attraverso dettagliate mappe regionali ed urbane. Sarebbero stati individuati i punti 'sensibili' delle comunicazioni stradali e ferroviarie, ai quali assegnare speciali bande di sabotatori e di armati, che a questo scopo frequentavano corsi specifici di addestramento politico e militare in campi segreti internazionali in Cecoslovacchia fin dal 1950''.

''Per le principali citta' del Nord Italia - sostiene sempre lo storico Gianni Donno - carte topografiche dettagliate rilevavano, secondo quanto riferiscono documenti delle forze dell'ordine, le sedi di prefettura, comune, stazione dei Carabinieri, comando di polizia, caserme dell'esercito, stazione ferroviaria, uffici del telefono, centrali del gas. Per ogni sede erano assegnati gruppi di sabotatori armati. Ma nell'archivio sarebbero state contenute anche direttive della direzione centrale del Pci sull'armamento individuale, sui nascondigli di armi e munizioni, sui campi di concentramento locali e regionali cui avviare, scoccata l'ora X di un eventuale insurrezione, gli elementi ''governativi e reazionari''. (segue)

(Gdd-Pam/Pe/Adnkronos)