MORAVIA: A CARMEN LLERA, ''SAREBBE L'ORA DI SMETTERE DI FUGGIRE''
MORAVIA: A CARMEN LLERA, ''SAREBBE L'ORA DI SMETTERE DI FUGGIRE''
ESCE MERCOLEDI' IL LIBRO CON I BIGLIETTI AMOROSI ALLA VEDOVA

Roma, 25 set. - (Adnkronos) - ''Io non sono razionale, sono semplicemente un uomo che ti ama e desidera che quest'amore venga corrisposto. Non ti pare che sarebbe ora di smettere di fuggire? Ad ogni modo non ascoltarmi e non accontentarmi se non te la senti. La realta' e' quella che e' e tu sei quella che sei. Finche' ti amero', ti accettero' dunque cosi', in fuga sulle strade, nelle camere, alla fine magari della mia vita''. Cosi' Alberto Moravia scriveva a Carmen Llera Moravia - seconda moglie dopo il divorzio da Elsa Morante e piu' di vent'anni di convivenza con Dacia Maraini - in uno di quei fogli che lo scrittore le consegnava in mano oppure le infilava sotto la porta di camera sua.

Quei foglietti sono circa un centinaio: incominciavano con ''Cara Carmen'' e finivano con ''besos''. Quei fogli, finora gelosamente custoditi da Carmen Llera, sono ora pubblicati dalla vedova del grande scrittore nel suo nuovo libro ''Finalmente ti scrivo'', che Bompiani manda in libreria mercoledi' 27 settembre. La scrittrice di origine spagnola ha chiesto alla casa editrice milanese il piu' rigido embargo sul volume, rilasciandolo solo un'intervista al settimanale ''Io donna'', infarcita di piccoli stralci che anticipano il contenuto di quegli struggenti bigliettini moraviani.

Dopo dieci anni di silenzio pubblico su un dolore che adesso commemora con un libro straziato, nemmeno oggi Carmen Llera e' stata capace di nominare il suo Alberto nell'opera nella quale squaderna senza infingimenti il suo rapporto con Moravia. Lo scrittore settantenne era innamorato della bella ragazza spagnola al punto da 'comprendere' e 'giustificare' i suoi continui abbandoni della casa romana in cui abitavano in lungotevere della Vittoria. Ma questo non gli impediva di chiedere qualche spiegazione alla moglie delle fughe: ''Fuggi, vorrei proprio sapere da dove hai ricavato l'idea che bisogna vivere insieme in una continua alternanza di fughe e ritorni. Fuggi in camera tua e ti chiudi a chiave, fuggi da Aleppo, fuggi scendendo di volata la scala di casa nostra, fuggi per lo stradone al mare, fuggi al telefono mettendomi giu' il ricevitore in fretta, fuggi piantandomi in asso all'aeroporto perche' non faccio la fila, fuggi chiudendoti nel silenzio'', scriveva Moravia. (segue)

(Sin-Xio/Rs/Adnkronos)