ISTAT: CRISI DEL '90, PUNITE PIU' LE FAMIGLIE DELLE IMPRESE
ISTAT: CRISI DEL '90, PUNITE PIU' LE FAMIGLIE DELLE IMPRESE

Roma, 14 feb. (Adnkronos) - Dieci anni difficili, con la crisi nera del '93, e con le famiglie e le piccolissime aziende che pagano il prezzo piu' alto alla crisi economica. L'occasione per tracciare il bilancio degli anni '90 la fornisce l'Istat pubblicando oggi i conti economici nazionali 1990-1999. Un periodo contrassegnato dal rallentamento dei primi tre anni, la profonda crisi del '93, due anni di leggera ripresa e un triennio dominato dalle politiche di stabilizzazione grazie alle quali il nostro paese e' entrato nell'Euro dalla prima fase. In merito al costo del risanamento, Raffaele Malizia, uno dei responabili Istat dei conti del reddito e dei conti istituzionali, ha riconosciuto che ''questo e' stato strutturale ed equilibrato. Non c'e' stato un settore che ha pagato in modo clamorosamente piu' elevato di altri il processo di risanamento della finanza pubblica''.

La crisi ha fatto piu' male alle famiglie ed alle piccolissime aziende, commercianti, artigiani o lavoratori autonomi. Anzitutto, il prezzo e' stato pagato in posti di lavoro: nel decennio l'occupazione e' scesa del 2%. E mentre e' aumentata quella nelle societa' non finanziarie, ovvero le imprese, dell'1%, il settore delle famiglie, comprese le ditte con meno di cinque addetti, incassa un pesante -6%. E' mancato anche il tradizionale ammortizzatore della pubblica amministrazione, che ha ridotto gli organici di 250 mila persone. L'effetto di questa espulsione di unita' al margine di questi anni e' stato l'aumento della produttivita'.

La differenza tra imprese e famiglie emerge anche dai redditi: L'Istat spiega che ''i redditi da lavoro dipendente sono cresciuti a ritmi costantemente inferiori a quelli del valore aggiunto'', tranne che negli ultimi anni '90. Malizia aggiunge che le aziende beneficiano ''di un forte aumento del risultato lordo di gestione dopo la crisi del '93'' e la crescita del reddito ''e' piu' forte per le societa' non finanziarie che per le famiglie''. (segue)

(Gic/Pe/Adnkronos)