PRIVACY: SI' A FOTO PERSONAGGI FAMOSI, MA ATTENTI A DIDASCALIE
PRIVACY: SI' A FOTO PERSONAGGI FAMOSI, MA ATTENTI A DIDASCALIE
GARANTE SUL CASO DI UN CALCIATORE, SEMMAI E' DIFFAMAZIONE

Roma, 15 feb. - (Adnkronos) - Non viola la privacy, ne' il codice deontologico dei giornalisti chi pubblica le fotografie di un personaggio famoso o riproduce fatti che si sono svolti in un luogo pubblico. Attenzione pero' alle didascalie che ''possono ledere il decoro, l'onore o la reputazione delle persone''. A fissare i paletti e' il Garante della privacy, che ha deciso di ''non dare corso'' alla segnalazione di un calciatore, il quale aveva lamentato la pubblicazione su un settimanale di foto che lo riprendevano in un luogo pubblico in compagnia di alcuni amici. L'interessato contestava la correttezza del trattamento dei dati, anche perche' le foto erano accompagnate da didascalie, espressioni e commenti ritenuti, a suo avviso, allusivi e riferibili alla sua vita sessuale.

Il Garante, pur riconoscendo che le foto pubblicate contenevano dati di carattere personale, ha ritenuto che si trattasse di immagini riferite a ''ordinari comportamenti di persone in un luogo pubblico''. Vale quindi il principio secondo il quale il giornalista puo' trattare dati ''relativi a circostanze o fatti resi noti direttamente dall'interessato o attraverso suoi comportamenti in pubblico''. Secondo l'Authority, non e' dunque necessario verificare, se in questo caso particolare, esista il presupposto dell'essenzialita' dell'informazione rispetto a fatti di interesse pubblico, previsto dalle norme sulla privacy.

Ma seppure non risulti violata la legge sulla privacy, ha precisato il Garante, questo non significa riconoscere ''di per se' la liceita' del complessivo articolo giornalistico''. La legge sulla privacy, infatti, tutela la dignita' delle persone e presuppone la correttezza del trattamento dei dati. ''Nel caso esaminato -ha spiegato- la lesione ipotizzata dall'interessato poteva derivare non tanto dalle immagini o dalle informazioni personali divulgate in modo illecito o non corretto, quanto piuttosto da manifestazioni del pensiero ritenute dall'interessato gravemente allusive e suscettibili di valutazione sul piano della diffamazione, contenute nelle didascalie. E di queste affermazioni potra' essere verificata la liceita' nella competente sede giudiziaria, in relazione all'azione di risarcimento danni che il calciatore si e' riservato di esercitare''.

(Sin/Rs/Adnkronos)