CRIMINALITA': NAPOLI, SGOMINATA ORGANIZZAZIONE CLAN CESARANO (3)
CRIMINALITA': NAPOLI, SGOMINATA ORGANIZZAZIONE CLAN CESARANO (3)
TOTALE CONTROLLO DEL CLAN DEI COMUNI DI POMPEI E S. MARIA LA CARITA'

(Adnkronos) - Un settore a parte e' poi quello delle Pubbliche amministrazioni, fortemente condizionate dai clan. Le indagini avrebbero fornito ampia prova dell'appoggio assicurato dal clan in tutte le competizioni elettorali, dal '98, ai candidati di volta in volt prescelti. La Procura e' stata in grado di individuare i candidati appoggiati in occasione delle elezioni comunali di Pompei e Santa Maria la Carita' e per le elezioni regionali. ''In alcuni casi -fa sapere la Procura- come per Santa Maria la Carita' si e' potuta cogliere la spregiudicatezza del sodalizio, le cui frange hanno appoggiato entrambi in candidati in competizione per il ballottaggio alla carica di sindaco. Vincenzo De Rosa e Luigi D'Apice, il primo gia' consigliere comunale del Comune d Santa Maria la Carita' e il secondo gestore occulto della Sipra, societa' gia' impegnata nella riscossione dei diritti di esattoria al Comune di Terzigno, fino al doloso incendio che danneggio' i locali dell'ente affidatario, cosi' da far scomparire le prove dei brogli di cui questi si era resa protagonista, sono stati individuati come mediatori tra il clan e le predette amministrazioni locali''.

Su Pompei il controllo del clan sarebbe stato possibile attraverso l'assessore comunale Giuseppe La Marca, anche egli destinatario del provvedimento cautelare. Le indagini hanno permesso di accertare il diretto intervento dell'organizzazione camorristica, oltre che negli appalti affidati o da affidarsi dal Comune, e in genere in tutte le piu' delicate scelte della sua vita amministrativa anche nella risoluzione di una crisi di maggioranza verificatasi nel maggio 2000. Crisi che sarebbe stata risolta grazie all'intervento di Luigi D'Apice che avrebbe indotto uno dei possibili transfughi della maggioranza a dismettere i propositi di passare all'opposizione, in cambio della promessa di futuri favori. ''In generale -si fa sapere dalla procura- puo' dirsi che tutte le scelte amministrative del Comune di Pompei sono state sottoposto al vaglio di Luigi D'Apice e, tramite questi, al gradimento di Vincenzo Cesarano''.

L'indagine ha portato anche al sequestro di numerosi beni. Sono state sequestrate 39 tra ditte, societa' e cooperative, tra queste il cementificio Cime Beton; 124 unita' immobiliari, tra terreni, abitazioni e locali adibiti ad uso commerciale; 107 conti bancari; 54 automezzi.

(Sia/Pn/Adnkronos)