BEETHOVEN: NUOVA LUCE SU DOLORI SENTIMENTALI DEL MUSICISTA
BEETHOVEN: NUOVA LUCE SU DOLORI SENTIMENTALI DEL MUSICISTA
TRADOTTO PER LA PRIMA VOLTA IN ITALIANO EPISTOLARIO 1808-1813

Roma, 23 apr. - (Adnkronos) - ''Ora dovresti aiutarmi a cercar moglie. Se ne trovi una bella, disposta a intenerirsi ogni tanto alle mie armonie, non esitare a agganciarla''. Cosi' Ludwig van Beethoven scriveva all'amico Gliechenstein, chiedendo la sua collaborazione per trovare la donna dei suoi sogni, la compagna che avrebbe potuto rasserenare la sua vita ''avvelenata ormai per sempre'' dalla sordita'. Dando quasi per scontato di non poter riuscire a sposarsi, a Zmeskall, l'amico scacciapensieri, il grande compositore tedesco, convinto della sua infelicita' amorosa, chiedeva almeno un aiuto per trovare una domestica fidata, capace di sostituire una brava moglie: ''Una domestica che dovrebbe cucinare quando voglio io, rammendare ecc., perche questa e' una cosa della massima importanza''.

Lo spaccato biografico che illumina la tristezza sentimentale di Beethoven risulta con tutta evidenza dal suo ''Epistolario'', di cui e' uscito il secondo volume in traduzione italiana relativo al periodo 1808-1813, monumentale impresa pubblicata congiuntamente dall'Accademia di Santa Cecilia e dall'editore Skira. L'opera e' curata da Sieghard Brandenburg, direttore della Casa di Beethoven a Bonn e tradotta in italiano da Luigi Della Croce. Le missive, quasi tutte indirizzate ad amici o mecenati, esprimono sentimenti, sfoghi, dolori di un genio che non sa unire la creativita' musicale alla magra quanto dolorosa vita quotidiana.

Dall'epistolario emerge anche un aspetto tra i meno noti di Beethoven: la generosita' verso i poveri, da parte di un uomo che, nonostante l'eccelso talento musicale, viveva poco al di sopra della soglia della miseria. Cosi' nel 1809 mando' tre concerti per le Suore Orsoline di Graz, esprimendo nella lettera di accompagnamento ''l'ardente desiderio di servire in qualsiasi modo per mezzo della mia arte la nostra povera umanita' sofferente''. Al tempo stesso il musicista faceva presente che se a Graz, nelle istituzioni a favore dei poveri, esisteva un luogo in cui si raccoglievano le donazioni, lui era pronto a depositarvi i tre spartiti in modo che fossero acquistati da qualche facoltoso amante della musica e il ricavato destinato al sostegno dei piu' bisognosi della citta'. Da parte loro le suore ringraziarono il compositore inviandogli ''una cassetta di vino e una scatola di dolci''. (segue)

(Xio/Zn/Adnkronos)