ARCHEOLOGIA: NOVITA' SU SANNITI DA SCAVI DI MONTE VAIRANO
ARCHEOLOGIA: NOVITA' SU SANNITI DA SCAVI DI MONTE VAIRANO
IMPORTANTI NOVITA' SULLA CULTURA DEL POPOLO ITALICO

Campobasso, 28 apr. (Adnkronos) - Cinquanta ettari di terreno delimitati da una cinta muraria della lunghezza di circa 2,5 chilometri. Questo e' il sito archeologico di Monte Vairano, una zona compresa fra i comuni di Campobasso, Busso (Cb) e Baranello (Cb). Un'area archeologica abbandonata per decenni che ora, grazie ad un modico finanziamento di 5 mln, concesso dalla Comunita' montana Molise centrale, e' tornata, seppure per sole due settimane, a rivivere. Direttore dei lavori di scavo e' Giancarlo De Benedittis, docente presso il liceo artistico del capoluogo regionale molisano, accreditato in campo nazionale per la sua conoscenza del popolo sannita.

''Grazie alla Soprintendenza per i Beni culturali del Molise siamo riusciti, per la prima volta in Italia, a far partecipare dei ragazzi di liceo ad uno stage formativo che prima era concesso solo agli universitari -ha precisato De Benedittis- Il gruppo di scavo, infatti, e' composto al 50% da ragazzi del liceo artistico di Campobasso e per il restante 50 da universitari provenienti un po' da tutta Italia. Ovviamente -prosegue il professore- i liceali impegnati nell'area sono stati scelti fra quelli che si specializzeranno in archeologia e che in queste due settimane hanno potuto fare attivita' didattica sul campo dedicandosi praticamente alla catalogazione, al rilievo ed alla tecnica di scavo''.

Ma l'esperienza, nata come momento didattico, sta rivelandosi qualcosa di piu'. ''Va detto -ha precisato De Benedittis- che esistono circa 30 aree perimetrali sannitiche ma Monte Vairano ha qualcosa di piu'. La presenza di anfore e monete greche nell'area 'stravolge' l'immagine dei Sanniti. Noi avevamo sempre ritenuto che questo popolo italico fosse composto solo di guerrieri e pastori ma, alla luce di quanto rinvenuto, forse dobbiamo ricrederci. Abbiamo ritrovato, oltre alle anfore e monete greche, anche monete che arrivano dall'Epiro, dalla ex Jugoslavia e addirittura dalle Isole Baleari. Una quantita' tale di monete diverse -osserva il professore- non puo' che testimoniare che questo popolo partecipava ad una attivita' commerciale di ampio respiro''. (segue)

(Acb/Rg/Adnkronos)