COLLETTI: PELLICANI, CON BERLUSCONI AMORE E ODIO
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COLLETTI: PELLICANI, CON BERLUSCONI AMORE E ODIO
IN CRAXI VIDE L'UOMO CHE POTEVA ARRESTARE LA DERIVA COMUNISTA

Roma, 3 nov. - (Adnkronos) - Lucio Colletti, un uomo dall'intelligenza critica, capace di andare al cuore dei problemi. Lo ricorda cosi' Lucio Pellicani, direttore dall''84 al '93 di Mondoperaio, di cui il filosofo proprio negli anni del ''nuovo corso'' del Psi fu assiduo collaboratore. ''Personalmente l'ho conosciuto nel '75 -ha raccontato il sociologo- ma i nostri rapporti sono migliorati e si sono andati rafforzando nel tempo. L'ultima volta che l'ho incontrato e' stato un mese fa. Mi ha invitato a fare una passeggiata. Abbiamo parlato tanto. E mi e' parso completamente disilluso dalla politica. Ma non era una novita'. Lui alla politica era imprestato. Il meglio di se' lo dava nelle analisi. E io glielo dicevo sempre''. Quanto al suo rapporto con Silvio Berlusconi, ha aggiunto Pellicani, ''era di amore e odio''. ''Era stato attratto da questo uomo -ha aggiunto- e dall'esperienza nuova culminata nella nascita di Forza Italia, un partito che si proponeva di contrastare la cultura leninista marxista, quella del tutto stato e tutto partito e si presentava come di rivincita della societa' civile. Ma non ha mai accettato di mettere da parte il suo spirito critico e ha dovuto fare i conti con lo scarto tra i principi e la realta'. Non era amato nel partito. E le polemiche sono state inevitabili. Un normale contrasto tra imprenditore e filosofo''.

Ma prima del suo grande salto nella politica attiva, ha ricordato Pellicani, ci fu l'''innamoramento'' di Colletti per Craxi. ''Organizzai proprio io il loro primo incontro al Raphael. C'era anche Alberto Ronchey. Rimasero entrambi molto impressionati dall'uomo. Erano gli anni del compromesso storico, del Pci a un passo dal potere. E nel leader socialista videro l'unico in grado di arrestare questa deriva. Cosi' fu del resto''.

''Non ci sono contraddizioni, comunque, -ha spiegato Pellicani- nello sviluppo del pensiero di Colletti che alla fine si era avvicinato a Popper. L'idea che ha segnato il suo percorso e' stata quella di contrastare tutti i surrogati, come diceva, della religione evaporata, cioe' del cristianesimo che non c'era. Cosa che ha fatto, prima demolendo il crocianesimo, poi Hegel, infine la mitologia marxista leninista''.

(Iac/Rs/Adnkronos)