AFGHANISTAN: COSSIGA A MONS. NOGARO, LE SUE AFFERMAZIONI FALSE
AFGHANISTAN: COSSIGA A MONS. NOGARO, LE SUE AFFERMAZIONI FALSE
''USA UN LINGUAGGIO DEMAGOGICO E SEMPLIFICATORE''

Roma, 15 nov. - (Adnkronos) - ''I cristiani non dovrebbero essere mai per la guerra, ma solo per la pace''. E ancora: ''I parlamentari cattolici hanno votato contro coscienza''. Parole pronunciate dal vescovo di Caserta, mons. Raffaele Nogaro, dopo il voto delle Camere che ha approvato l'intervento militare italiano in Afghanistan. Alle quali risponde oggi, con parole dure, il senatore a vita Francesco Cossiga, secondo il quale il prelato ''invitando a non votare per la guerra con linguaggio demagogico e semplificatore, falso e menzognero, si e' assunto una responsabilita' morale ed ecclesiale grave nei confronti della Chiesa e anche nei confronti dello Stato'', le cui istituzioni ''ha il dovere di rispettare, dovere a cui non la sottrae certo la Sua qualita' di ecclesiastico''.

In una lunga lettera aperta indirizzata al Vescovo, Cossiga ricorda la propria lunga militanza cattolica ed elenca i propri ''grandi maestri di vita intellettuale e morale'' e scrive di essersi ''sempre considerato (a differenza di Lei, che da come parla mi sembra credersi, a mo' dei Catari, un giusto!), un cristiano peccatore'', ma anche un ''cristiano libero'' che ha sempre creduto ''nella laicita' della politica'' e nel ''primato della coscienza''. ''Spero -scrive l'ex capo dello Stato- di essere sempre stato, pero', 'un buon servitore del re' e, cioe', dello Stato, 'ma soprattutto, un buon servitore di Dio' e, quindi, anche della Chiesa''.

Cossiga ricorda poi l'intervento militare nel Golfo e sottolinea che in quel caso la Chiesa era contraria: ''ma nessuno, che pur ne avrebbe avuto anche nei miei confronti ben piu' diritto di Lei, si e' mai erto a giudice della mia coscienza; ed anzi vennero rispettate le decisioni -che pure non erano affatto condivise- che io, in omaggio alla mia coscienza e nel rispetto della dottrina della Chiesa e del diritto naturale, avevo concorso a prendere insieme al Governo della Repubblica e al Parlamento nazionale, sotto la mia personale responsabilita' a favore di una guerra che ritenevo legittima, giusta e doverosa''. (segue)

(Der/Rs/Adnkronos)