RAI: GASPARRI, PERCHE' IN AFGHANISTAN ANCHE UN 'PRECARIO'?
RAI: GASPARRI, PERCHE' IN AFGHANISTAN ANCHE UN 'PRECARIO'?
POSSIBILE CHE 1.600 GIORNALISTI NON CI FOSSE UN INVIATO DA MANDARE

Roma, 22 nov. - (Adnkronos) - ''C'e' uno scandalo che il sindacato dei giornalisti Rai, sempre cosi' loquace, non ha denunciato. In Afghanistan la Rai ha inviato anche un precario. E' possibile che tra i 1.600 giornalisti della Rai non ci fosse un inviato da mandare?''. A chiederlo e' il ministro delle Comunicazioni Maurizio Gasparri commentando alcune affermazioni del segretario dell'Usigrai Roberto Natale.

''Il segretario dell'Usigrai stia tranquillo -afferma gasparri- non devo spiegare nulla a nessuno. Ne' tantomeno come si accede professionalmente in Rai. Lo so purtroppo da tempo, perche' una miriade di giornalisti che avevano come unico demerito di non essere vicini ad una certa parte politica sono stati per anni discriminati. Come lo sono stati attori, registi, autori, programmisti, tecnici e tanti altri lavoratori che inviano hanno tentato, presentando curriculum di tutto rispetto, di farsi assumere dalla Rai. Evidentemente non servivano i curriculum, ma le tessere di partito''.

''Natale non si allarmi -conclude Gasparri- Nessuno vuole cancellare lapidi. Ne' ha mai pensato di farlo. Il ricordo di Walter Tobagi, Ilaria Alpi e Maria grazia Cutuli e' sempre vivo. Come porto nel cuore il ricordo di Almerigo Grilz, un free lance assassinato in Mozambico e ignorato dagli organismi dei giornalisti''.

(Inf/Pn/Adnkronos)