RAI: INTERROGAZIONE SUL ''MONOPOLIO'' DI BALLANDI SUI VARIETA'
RAI: INTERROGAZIONE SUL ''MONOPOLIO'' DI BALLANDI SUI VARIETA'

Roma, 22 nov. - (Adnkronos) - E' una ''vera e propria posizione monopolistica'' quella dell'imprenditore Bibi Ballandi sui programmi di varieta' della Rai. E' quanto affermano, in una interrogazione firmata anche da Alfredo Biondi, i parlamentari di An Teodoro Buontempo e Enzo Raisi, i quali affermano che ''in due anni e mezzo, Ballandi ha prodotto per la Rai oltre 200 programmi o puntate televisive e, nel 2001, ha gia' realizzato'' otto programmi: Capodanno 2001; programma di Fiorello; programma di Celentano; programma di Luttazzi; David di Donatello; Sette per Uno; programma di Panariello; il Gladiatore.

I tre parlamentari affermano che ''nonostante l'avvicendarsi dei direttori generali e dei CdA, Ballandi ha mantenuto inalterata la completa gestione dei programmi d'intrattenimento dell'azienda'', aggiungendo che risulta che ''per l'assoluta mancanza di concorrenza, i costi dei programmi prodotti dal signor Ballandi sono vertiginosamente aumentati''. Secondo Biondi, Buontempo e Raisi ''tutti i programmi di varieta' di Rai Uno sino alla primavera del 2002 sarebbero stati gia' appaltati al signor Ballandi, secondo quanto dichiarato, a Bologna, da uno dei direttori Rai durante la conferenza stampa del premio Italia''. A questo proposito, nell'interrogazione vengono elencati i programmi che sarebbero gia' stati assegnati: programma di Dalla; programma di Fiorello; Taratata'; programma di Morandi; programma di Celentano; Spettacolo Estate 2002 da Mirabilandia.

I tre deputati chiedono, a questo punto, di conoscere ''quali iniziative si intendano assumere per conoscere le ragioni per le quali i contratti per la realizzazione dei programmi di varieta' siano stati, nel corso degli anni, conclusi prevalentemente con societa' controllate da Bibi Ballandi e se non ritenga che cio' abbia determinato l'inutilizzazione e, di fatto, l'emarginazione, di preziose professionalita' interne all'azienda di Stato, con conseguenze negative sull'efficienza e sulla economicita' della gestione''.

(Der/Pn/Adnkronos)