MARTA RUSSO: FERRARO, MIO PADRE DALL'ALTO SA MIA INNOCENZA
MARTA RUSSO: FERRARO, MIO PADRE DALL'ALTO SA MIA INNOCENZA
''AVREI VOLUTO AVERLO VICINO, MA SO CHE MI SORRIDE''

Roma, 7 dic. (Adnkronos) - Quattro anni e mezzo di sofferenza e il rammarico di non aver avuto il padre vicino al momento del verdetto. Questi i momenti che Salvatore Scattone ha voluto ricordare oggi, incontrando i giornalisti in una sala della redazione romana de ''Il Tempo''. ''Il mio primo pensiero di questa mattina -dice Ferraro- e' andato a mio padre, morto il 27 marzo del 2000. Avrei voluto che fosse con me quando la Corte ha pronunciato il verdetto, per vedere il suo primo sorriso. Un sorriso vero, non di circostanza come quello che mi faceva quando mi veniva a trovare in carcere e voleva mostrarmi che tutto andava bene''. Rammarico, tanto, ma una certezza. ''Io so che mio padre conosce la mia innocenza e mi sorride dall'alto''.

Ripete spesso nel corso della conferenza la frase ''sono stao riconosciuto innocente''. E si commuove quando ritorna indietro con il pensiero, al 14 giugno del '97, giorno in cui ''venni ammanettato -ricorda- e portato in carcere. Mi si disse che potevo ottenere la semi liberta' se avessi accusato il mio collega Scattone. Mi sono sempre rifiutato di farlo e per questo sono stato messo nel braccio speciale del carcere. Di giorno al buio, di notte alla luce per essere controllato meglio. Come un criminale... Ora finalmente e' stata proclamata la mia innocenza e quella di Scattone. E questa e' la premessa perche' Marta Russo possa avere giustizia''.

''Adesso -ha proseguito- aspetto il nuovo processo ma mi sento forte. Il verdetto emesso ieri dai cinque giudici togati della Cassazione che hanno riconosciuto la mia innocenza mi rende ancora piu' forte''.

(Dav/Pe/Adnkronos)