LAVORO: BARETTA, GOVERNO COSI' DICE NO A CISL E UIL, NON A CGIL
LAVORO: BARETTA, GOVERNO COSI' DICE NO A CISL E UIL, NON A CGIL
SE GOVERNO CEDE A INTERESSI SALOTTI, SCIOPERO GENERALE INEVITABILE

Roma, 13 mar. - (Adnkronos) - ''Riconfermando le scelte di modifica dell'art.18 il governo non dice no alla Cgil, che non ha chiesto niente, ma dice di no alla Cisl e agli altri sindacati che avevano chiesto di aprire un tavolo per discutere dello Statuto dei Lavori e, in questo ambito, della estensione e della modulazione delle tutele a favore delle nuove figure del mercato del lavoro, soprattutto giovani, oggi prive dei diritti piu' elementari''. A criticare la stretegia del governo in tema di mercato del lavoro e' il segretario confederale della Cisl, Pier Paolo Baretta nel corso della riunione dei delegati del suo sindacato a Terni, convinto che ''per fare vere riforme bisogna crederci e non agitarle solo elettoralmente (come il bluff delle pensioni a un milione) per poi strumentalmente cedere agli interessi dei salotti, altro che alle piazze.

Per questo, secondo Baretta '' il tavolo andava sbarazzato dal 18 ed attivato sul resto: previdenza, ammortizzatori, fisco. Se il governo conferma nel Consiglio dei Ministri di domani -avverte il segretario della Cisl- le inutili modifiche all'art.18 sceglie la strada opposta provocando uno scontro che trascina ed ingigantisce il conflitto anche su gli altri temi, rendendo cosi' inevitabile lo sciopero generale. Non vedo francamente dove stia l'interesse vero per il sistema economico, la competitivita' del Paese e la governabilita'.

(Sec/Rs/Adnkronos)