CARMELO BENE: SGARBI, AFFINITA' ELETTIVE E DI LINGUAGGIO
CARMELO BENE: SGARBI, AFFINITA' ELETTIVE E DI LINGUAGGIO
LA SUA COLLEZIONE DI CAPOLAVORI CONTEMPORANEI PRESTO IN MOSTRA

Roma, 17 mar. - (Adnkronos) - ''Ci sono sempre stati rapporti affettuosi tra noi. Poche tensioni nel corso degli anni per futili motivi di donne. Solo dopo molto tempo Carmelo Bene mi ha ringraziato. Avevo contribuito alla sua liberta'''. Vittorio Sgarbi, in procinto di partire per il 'Salon du Livre' di Parigi, ricorda Carmelo Bene, compagno di avventure esistenziali e televisive. ''C'erano affinita' nel nostro modo di essere, nel nostro linguaggio'' aggiunge il sottosegretario ai Beni culturali. ''Un linguaggio vivo, palpitante, a volte provocatorio (e non defunto). Insieme avevamo coniato il termine 'depensante' attribuito a coloro che usano a fatica lo spirito e il cervello''.

Carmelo Bene era molto legato alla famiglia Sgarbi. La sorella Elisabetta ha curato la pubblicazione della sua 'autobiografia' ed e' vicepresidente dell'associazione che porta il suo nome. ''Carmelo Bene ha lasciato i suoi quadri di arte contemporanea chiedendo a me -precisa ancora Sgarbi- di poter trovare una giusta collocazione. Tra le sedi possibili, Milano, Quintavalle, Belvedere di S. Leucio''. Il sottosegretario ha ricordato ancora l'amico Bene e il dramma della Biennale di Venezia, quando il noto attore e regista dovette dare le dimissioni con l'accusa di essersi appropriato ingiustamente di capolavori. ''Piu' tardi i magistrati gli diedero ragione -conclude Sgarbi- ma intanto Carmelo (come Strelher e oggi Corbelli) perse la faccia dinanzi all'opinione pubblica''.

(Cap/Zn/Adnkronos)