CGIL: LA MANIFESTAZIONE SARA' ANCHE UN FILM COLLETTIVO
CGIL: LA MANIFESTAZIONE SARA' ANCHE UN FILM COLLETTIVO
VIDEOCASSETTA IN EDICOLA CON UNITA', MANIFESTO, LIBERAZIONE

Roma, 19 mar. - (Adnkronos) - La manifestazione del 23 ottobre sara' anche un film collettivo, girato da moltissimi (sono quasi cinquanta) registi italiani, la cui videocassetta sara' in vendita nelle edicole con l'Unita', il Manifesto e Liberazione. A presentare l'iniziativa ''Il cinema italiano con i lavoratori in lotta'', nei locali della Cgil, sono stati il coordinatore del film Francesco Maselli, il produttore Mauro Berardi e i direttori delle testate Furio Colombo, Riccardo Barenghi e Sandro Curzi.

''Il cinema italiano -spiega una dichiarazione sottoscritta da tutti i cineasti- fedele alle sue tradizioni democratiche vuole ancora una volta essere testimone di un momento importante della vita sociale del nostro paese''. Il film prevede riprese nei treni che arriveranno a Roma, nelle navi e ai caselli oltre che nei punti di partenza e di arrivo dei cortei: e, salvo modifiche dell'ultima ora, ci sara' anche un ''interno casa'', quella di Vittorio Foa a Formia. Con lui che guarda la diretta tv della manifestazione ci sara' la cinepresa di Marco Bellocchio, il regista dei ''Pugni in tasca''.

Ad aderire all'iniziativa, analoga a quella di Genova e di Porto Alegre, sono stati sia molti 'padri nobili' del cinema italiano, come Paolo e Vittorio Taviani, Ettore Scola, Gillo Pontecorvo, Carlo Lizzani, Mario Monicelli, sia molti giovani cineasti. Numerosi autori hanno aderito all'iniziativa ma, come spiega Maselli, ''soltanto perche' impegnati altrove per motivi di lavoro non hanno potuto 'girare''': tra di essi, Gabriele Salvatores, Mimmo Calopresti, Antonio Albanese, Daniele Lucchetti, Mario Martone, Francesco Rosi, Vincenzo Salemme. Al film lavoreranno oltre ai registi anche cinquanta direttori della fotografia e operatori. Tutti presteranno la propria opera gratuitamente: i proventi delle vendite del film in cassetta, tolte le spese vive, andranno alla Fondazione 'Cinema nel presente', costituita dagli stessi autori per poter essere presenti e lavorare in altre importante occasioni della vita sociale.

(Val/Rs/Adnkronos)