ENERGIA: ALLARME PETROLIERI, KYOTO COSTERA' 2600 MLN EURO ANNO
ENERGIA: ALLARME PETROLIERI, KYOTO COSTERA' 2600 MLN EURO ANNO
36MLD ENTRO 2015, QUANDO GAS SORPASSERA' ORO NERO IN CONSUMI ITALIANI

Roma, 19 mar. - (Adnkronos) - La variabile Kyoto rivoluziona gli scenari energetici italiani. Nei prossimi 15 anni si dovranno spendere circa 36 miliardi di euro, circa 2.600 milioni di euro l'anno, per abbattere i gas serra. E per rispettare l'impegno di ridurre le emissioni di Co2 del 6,5% dovranno esserci cambiamenti radicali nei consumi e nelle abitudini dei cittadini. Per l'Unione petrolifera non ci sono dubbi: e' Kyoto il fattore numero uno che condiziona la domanda energetica di qui al 2015 quando e' previsto anche il 'sorpasso' dei consumi di gas rispetto al petrolio -nel 2015 il gas sara' la prima fonte energetica italiana con un contributo del 39% rispetto al 37,7% del petrolio- e un balzo delle rinnovabili che copriranno il 10% del fabbisogno. Un vero boom e' previsto per la domanda di elettricita', +37% da 305 a 419 mila terawattora.

Uno scenario allarmante a giudizio dell'Unione Petrolifera, almeno per quello che riguarda Kyoto: ''L'Italia ha preso impegni senza tener conto che la nostra intensita' energetica e' fra le migliori d'Europa. Kyoto rischia di essere una tassa sulla produzione e rispettare gli obiettivi sara' molto difficile'' ha affermato il presidente dei petrolieri Pasquale De Vita presentando le 'Previsioni di domanda energetica e petrolifera italiana 2002-2015'.

Secondo l'Up, infatti, la Co2, il principale dei gas che fanno surriscaldare l'atmosfera, diminuira' dopo il 2005, arrivando a circa 437 mln di tonnellate nel 2015 rispetto alle attuali 431 mln di tonnellate. Tenuto conto che l'obiettivo e' di 375 mln di tonnellate, l'Italia sarebbe 'fuorilegge' per oltre 60 mila tonnellate. ''Per rispettare Kyoto sarebbero necessarie drastiche riduzioni dei consumi, con il rischio di frenare lo sviluppo economico'' oppure, ha detto De Vita, si dovra' modificare il mix delle fonti o utilizzare l'emission trading, la borsa dei diritti a inquinare che potrebbe costare tra i 930 e 2.600 milioni di euro l'anno, per un totale di 36 miliardi di euro di qui al 2015. (segue)

(Ccr/Pn/Adnkronos)