BIAGI: SACCONI, NE' GOVERNO, NE' PARTI SOCIALI ACCETTINO RICATTI
BIAGI: SACCONI, NE' GOVERNO, NE' PARTI SOCIALI ACCETTINO RICATTI
OCCORRE RISCOPRIRE VALORI E METODI CONDIVISI

Roma, 21 mar. - (Adnkronos) - ''Ne' il governo, ne' le parti sociali devono accettare il ricatto dell'attentato''. Ne e' convinto il sottosegretario al Welfare, Maurizio Sacconi, certo anche del fatto che ''a nessuno puo' essere chiesto di modificare convinzioni in ordine alla riforma del mercato del lavoro o alla conservazione di istituti tradizionali del lavoro in seguito all'omicidio del prof. Marco Biagi.

Intervistato nel corso del programma 'Articolo 1' di Rai 3, Sacconi torna a sottolineare il valore del dialogo: ''Credo che abbia senso che le parti sociali discutano fra di loro e con le istituzioni intorno al comune sentire che tutti dobbiamo avere rispetto alla difesa della democrazia. Occorre riscoprire -esorta- valori condivisi, risottolinearli. Occorrono metodi condivisi, perche' la polemica e il conflitto sociale possono portare senza volerlo ad usare toni e argomenti che possono creare terreno fertile ad azioni di questo tipo -dice il sottosegretario riferendosi all'uccisione del giuslavorista. Non si tratta certo di proibire alcunche' a nessuno -precisa per sgombrare il campo da equivoci- ma si tratta di condividere un'autodisciplina e di verificare, parti sociali ed istituzioni, come individuare ed isolare quelle situazioni dormienti del vecchio terrorismo che indubbiamente ci sono in molti luoghi di lavoro''.

Per Sacconi il terrorismo che sembra aver ordinato l'attentato del 19 marzo scorso e' ''un fenomeno piu' raro, meno organizzato di quello di ieri, ma per questo piu' pericoloso da individuare. Si tratta -spiega- di reti piu' rare che possono avere meno smagliature nelle quali entrare per colpire i responsabili''.

(Ver/Pn/Adnkronos)