MONTE BIANCO: LUNARDI, LUNEDI' VERTICE CON PRODI E DE PALACIO (2)
MONTE BIANCO: LUNARDI, LUNEDI' VERTICE CON PRODI E DE PALACIO (2)

(Adnkronos) - Come ha precisato Lunardi, il ricorso contro la Francia, 'accusata' di violare i principi della libera circolazione delle merci e' ancora in fase di definizione e verra' formalizzato proprio lunedi' a Bruxelles. Nell'occasione, dopo aver incontrato Prodi che vedra' in veste privata, Lunardi oltre al commissario ai trasporti De Palacio, incontrera' anche il commissario Ue alla concorrenza Mario Monti. Del braccio di ferro tra Italia e Francia, in realta', l'Unione europea e' stata gia' investita: Lunardi, infatti, ha riferito di una lettera dello stesso Prodi nella quale si annuncia che la questione e' stata portata all'attenzione della De Palacio.

Come ha spiegato oggi Lunardi ai senatori della Commissione lavori pubblici, l'iniziativa dell'Italia e' inevitabile. ''Non accettiamo il mancato rispetto della Carta di Livorno -ha detto- che prevedeva la riapertura al traffico pesante del Traforo del Monte Bianco dopo 15 giorni dalla riapertura al traffico leggero''. E il disappunto del ministro delle Infrastrutture aumenta quando, ''dopo una lunga serie di impegni disattesi'', i francesi hanno tentato di rilanciare cercando di limitare la riapertura ai mezzi fino a 28 tonnellate. Questa e' una presa in giro e noi -ha detto- condurremo un'operazione molto forte, che non sara' utile soltanto all'Italia ma che in futuro potrebbe essere utile a Paesi come la Spagna che hanno problemi di valichi analoghi ai nostri''.

Il ministro Lunardi ha ribadito la propria fiducia nei confronti del ruolo di arbitro che in questa partita riveste l'Unione europea. ''La stessa De Palacio concorda con noi sul fatto che la chiusura del Monte Bianco e i ritardi nella sua riapertura ci hanno penalizzato fortemente e sul fatto che siamo in piena crisi. L'Unione europea, come e' emerso anche a Barcellona, deve schierarsi a difesa dei Paesi piu' deboli''. Lunardi ha quindi stigmatizzato i motivi addotti dalla Francia nel ritardare la riapertura del tunnel. ''Gli impegni sono stati disattesi per ragioni politico-ambientali e non per questioni di sicurezza. Abbiamo fatto ricorso alla Ue perche' -ha spiegato il ministro- e' inaccettabile che motivi politico-ambientali ci penalizzino in questo modo quando abbiamo investito per la messa in sicurezza del tunnel ben 600 miliardi''. (segue)

(Mcc/Pe/Adnkronos)