M.O.: GRUPPO ISRAELIANO ACCUSA DIRETTIVE ESERCITO AI SOLDATI
M.O.: GRUPPO ISRAELIANO ACCUSA DIRETTIVE ESERCITO AI SOLDATI
TROPPO VAGHE LE INDICAZIONI SU QUANDO SPARARE

Gerusalemme, 21 mar. (Adnkronos/Dpa)- L'esercito israeliano non ha impartito direttive precise sulle circostanze in cui i soldati possono sparare, limitandosi a formulare verbalmente che ''i soldati possono aprire il fuoco quando ritengono di essere minacciati''. E' quanto sostiene un rapporto del gruppo israeliano per i diritti umani B'tselem, che accusa anche l'esercito di non indagare a fondo nei casi di presunto uso eccessivo della forza da parte dei soldati. L'esercito ha reagito con un documento scritto, affermando che le regole impartite ai soldati non vengono pubblicate perche' ''potrebbero essere sfruttate da elementi ostili per colpire le nostre forze''.

Il rapporto di B'tselem afferma che, contrariamente alla prima Intifada scoppiata nel 1987, i soldati non hanno ricevuto ricevuto istruzioni scritte. ''Cio' porta ad una situazione in cui i soldati ricevono spesso messaggi diversi da differenti comandanti, e la scelta (su quando sparare) passa a loro''- ha dichiarato Ron Dudai, attivista di B'tselem, intervistato dalla radio israeliana.

Anche se l'esercito non ha intenzione di colpire palestinesi innocenti, i vari casi in cui persone che non minacciavano nessuno sono state uccise o ferite rendono irrilevante tale mancanza di intento, argomenta il rapporto, basato sui media e su testimonianze di soldati e palestinesi. B'tselem afferma anche che l'esercito non indaga a fondo sui casi di uso eccessivo della forza e cita un episodio in cui un soldato ha aperto il fuoco per noia, dicendo poi che erano stati i palestinesi ad aprire il fuoco per primi.

(Civ/Pe/Adnkronos)