FIORI: SEMPRE MENO GLI ITALIANI NEL BUSINESS 'ROMANTICO'
FIORI: SEMPRE MENO GLI ITALIANI NEL BUSINESS 'ROMANTICO'

Roma, 1 giu. - (Adnkronos) - Sempre piu' difficile trovare, nei chioschi delle citta', un fioraio che parli italiano; il 'linguaggio dei fiori' ha l'accento esotico. A Roma come nel resto d'Italia le postazioni ambulanti fisse sono presidiate da extracomunitari. Sono spesso loro i titolari delle licenze, o almeno le hanno in affitto e la maggio parte e' iscritta alle associazioni di categoria. Insomma, non sono dipendenti e men che meno si tratta di abusivi. In genere sono di origine egiziana o araba, in qualche caso il Paese di provenienza e' il Bangladesh.

''Anche se a volte sembrano in difficolta' con l'italiano -spiega il presidente dell'associazione ambulanti di Confesercenti Giovanni Tallone- in realta' sono abbastanza preparati per quanto riguarda il loro settore. Fanno il lavoro con attenzione e con una certa professionalita', tenendosi aggiornati'' anche se spesso, avendo i banchi nei mercati giornalieri, la clientela ha esigenze semplici. Il 'passaggio' dagli italiani agli extracomunitari e' stato graduale ma continuo ''negli ultimi 10-15 anni, da quando i livelli di guadagno -spiega Tallone- sono scesi. Quello che poteva interessare agli operatori italiani non c'era piu', mentre spesso gli stranieri hanno, almeno in partenza, esigenze minori. Mentre una volta il mestiere dell'ambulante era piu' 'aggressivo', dalla ricerca dei fornitori all'approccio con la clientela, ora sempre piu' spesso gli italiani cercano una rendita di posizione''.

Ed ecco quindi che entrano in scena gli stranieri, in particolar modo gli extracomunitari. ''Molto spesso -continua Tallone- gli italiani non vanno neanche piu' al mercato, ma si fanno portare i fiori al punto vendita. Invece gli egiziani e gli arabi, che sono forse i piu' portati al commercio, fanno tutto in prima persona e dedicano al lavoro anche piu' di 10 ore al giorno''. Per gli italiani, la convenienza e' soprattutto nel caso di concessione in affitto delle licenze. ''Possono arrivare a 1,5-2 milioni al mese di guadagno con un investimento di 80-100 milioni per l'acquisto della licenza. In pratica -spiega Tallone- si garantiscono un reddito sui 18-24 milioni l'anno. Cento milioni depositati in banca non avrebbero mai questo rendimento''.

(Ant/Rs/Adnkronos)