CSM: LE 'BATTAGLIE' PER VICEPRESIDENZA, GIA' NELL'86 DIVISI
CSM: LE 'BATTAGLIE' PER VICEPRESIDENZA, GIA' NELL'86 DIVISI
QUATTRO ANNI FA PLEBISCITO PER VERDE, MA IN PASSATO TESTA A TESTA

Roma, 31 lug. - (Adnkronos) - L'ultima volta, quattro anni fa, fu un 'plebiscito' per Giovanni Verde: il professore arrivato a palazzo dei Marescialli su indicazione del Ppi raccolse 29 voti, soltanto 3 le schede bianche, assieme alla dichiarata astensione dell'allora presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro. Una vittoria annunciata da giorni, quella del 'numero due' uscente. Ma il copione stavolta non si ripetera'. Anzi, la scelta del nuovo vicepresidente dell'organo di autogoverno della magistratura rischia di spaccare il plenum. Potrebbe giocarsi infatti sul filo di lana la 'battaglia' nell'urna tra i due laici 'in corsa': Nicola Buccico, candidato della Cdl, e Virginio Rognoni, sostenuto dal centrosinistra.

I giochi pero' sono ancora aperti, legati alla scelta dei 6 togati di Unicost. Ma, seppure domani pomeriggio il Csm dovesse dividersi, non sarebbe la prima volta che la nomina viene decisa da un 'testa a testa'. E' accaduto gia' nell'86, quando Cesare Mirabelli conquisto' la poltrona di palazzo dei Marescialli con un voto di scarto sull'avversario Carlo Smuraglia (Pci): 16 a 15 il verdetto finale. E anche quattro anni dopo, nel '90, pochi voti consegnarono la vittoria a Giovanni Galloni, candidato eletto su indicazione della Dc: ottenne 18 voti, contro i 12 del collega Alessandro Pizzorusso (Pci). (segue)

(Arc/Rs/Adnkronos)