RAI: L'AZIENDA, NESSUN ALLARME SU CONTI
RAI: L'AZIENDA, NESSUN ALLARME SU CONTI
QUANTO AL CANONE, DAL '94 AUMENTI INFERIORI A INFLAZIONE

Roma, 2 dic. (Adnkronos) - ''Non c'e' alcun allarme per i conti della Rai e non sono previsti deficit di 70-80 milioni di euro''. Lo ribadisce una nota diffusa da Viale Mazzini, in riferimento a notizie pubblicate in questi giorni dai giornali. ''Come e' stato piu' volte spiegato -afferma la Rai- gli interventi correttivi sui costi, decisi dal direttore generale, hanno consentito di controllare meglio l'andamento della spesa. Il bilancio 2002 si chiudera' quindi con un sostanziale pareggio, e per il 2003 si punta ad un risultato attivo, grazie proprio agli interventi fatti che hanno carattere strutturale e non contingente''.

''Per quanto riguarda il canone -prosegue la nota- si deve far notare che dal 1994 a oggi gli aumenti sono stati inferiori all'inflazione. Valutando i dati in euro, gli 80,57 euro del 1994 a valori costanti dovevano diventare quasi 100 euro nel 2002. In questi anni la Rai ha incrementato notevolmente la produzione, per esempio con i canali satellitari, GR Parlamento, la presenza su Internet e altre iniziative, anche grazie agli introiti pubblicitari. E in piu' la Rai ha perso entrate per circa 130 milioni di euro derivanti dal canone autoradio, che e' stato eliminato dalle leggi finanziarie. Il recupero dell'inflazione sul canone dal 1994 al 2002 e' pari a circa 6 euro, superiore dunque ai 5 euro di aumento indicati dalla Rai. Un piccolo paragone: nello stesso arco temporale il prezzo di una tazzina di caffe' al bar e' triplicato. E se nel 1994 il costo giornaliero del canone era di poco inferiore a quello di una tazzina di caffe', oggi equivale a meno di mezza tazzina di caffe'''.

''C'e' inoltre da sottolineare -conclude la Rai- che il nuovo Contratto di servizio aumentera' gli obblighi della Rai, che dovra' assumere nuovi impegni, e tutto questo mentre il canone italiano restera' il piu' basso in Europa a fronte di attivita' produttive e di risultati di ascolto superiori a quelli degli altri servizi pubblici europei''.

(Inf/Gs/Adnkronos)