** NOTIZIARIO AMBIENTE ** (4)
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CALABRIA, PRONTO PRIMO RAPPORTO-DENUNCIA SULLO STATO DEL PAESAGGIO

Gli ulivi e gli agrumeti della Piana, il mare di Scilla, i giganti della Sila e le antiche pietre di Roghudi. Ma anche il cemento selvaggio e l'abusivismo lungo le coste dell'alto Tirreno, il degrado della periferia di Reggio, gli scempi edilizi, le dighe non finite. Sono i due volti della Calabria che emergono dal primo Rapporto sullo Stato del Paesaggio in Calabria elaborato dall'Osservatorio/Laboratorio sul Paesaggio Calabrese, diretto dal professor Franco Rossi, docente all'Universita' della Calabria a Cosenza. Frutto del lavoro di un anno, il Rapporto e' stato presentato nell'Aula Magna dell'Universita' alla presenza di numerose personalita', degli assessori all'urbanistica Paolo Bonaccorsi, all'Agricoltura Giovanni Dima, all'Ambiente Domenico Basile, ai Lavori Pubblici Aurelio Misiti e al Sovrintendente regionale per i Beni culturali e ambientali, F.Paolo Cecati, del Segretario dell'Autorita' di bacino, Ottaviano Amaro e delle maggiori associazioni ambientaliste, Italia Nostra, Wwf e Legambiente, in un dibattito coordinato da Pantaleone Sergi, di Repubblica.

Il Rapporto fotografa e mette a confronto le trasformazioni in atto nel paesaggio della Regione. Le immagini degli scempi sono in bianco e nero mentre il colore e' stato riservato alle bellezze naturali ancora incontaminate, in un accostamento che fa emergere i contrasti e diventa un atto di denuncia sull'abbandono e il degrado di cui e' vittima una delle regioni piu' belle d'Italia. Il rapporto e' un 'viaggio' ma anche un racconto che spazia dalla natura alla storia dell'intero territorio regionale, dei cambiamenti che lo stanno attraversando e del loro impatto ambientale. (segue)

(Ccr/Gs/Adnkronos)