SAVOIA: VITTORIO EMANUELE RACCONTATO DA UN COMPAGNO DI SCUOLA (4)
SAVOIA: VITTORIO EMANUELE RACCONTATO DA UN COMPAGNO DI SCUOLA (4)

(Adnkronos) - Pellecchi parla anche della vicenda Cavallo. ''Se non fosse stato in qualche modo coinvolto il nome del principe -commenta- sarebbe stato un fatto di cronaca nera. Invece, la stampa, fin dall'inizio, si senti' in dovere di romanzare un evento di per se' molto triste. Io sapevo da subito che Vittorio Emanuele era innocente. Siamo -sottolinea- talmente amici che se fosse stato lui a sparare me lo avrebbe detto. Invece nelle lunghe veglie che abbiamo trascorso insieme parlando e riparlando di quella notte, lui alla fine tornava sempre allo stesso punto: 'Non posso essere stato io'. Ed e' esattamente questo che e' stato accertato''

Pellecchia spiega anche che il principe era armato perche' la polizia ginevrina in quei giorni aveva segnalato che c'era un piano per rapire il figlio Emanuele Filiberto''.

Infine, sul rientro in Italia, il vecchio compagno di scuola aveva esultato, lieto di poter finalmente avere a casa sua il principe, ma non aveva rotto la consegna del silenzio sulla data dell'arrivo nel Paese di Vittorio Emanuele e del figlio.

(Rre/Rs/Adnkronos)