NOTIZIE FLASH: 2/A EDIZIONE - LA CRONACA (4)
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Roma. ''Nulla da rimproverare, dal punto di vista bioetico, all'intervento chirurgico per separare le due siamesi iraniane. Se l'operazione fosse riuscita avrebbe avuto un effetto straordinario sulla vita quotidiana delle ragazze''. E' il commento del presidente del Comitato nazionale di bioetica (Cnb), Francesco D'Agostino. ''Sono costernato - afferma - per la morte delle due sorelle. Ma tentare di separarle e restituirle a una vita normale non e' stata una follia, partendo dal presupposto - precisa - che l'ospedale e l'equipe non abbiano cercato banale pubblicita', ma abbiano operato davvero per il bene delle pazienti. Ne' chi ha favorito l'intervento, ne' i medici hanno nulla da rimproverarsi''. In questo caso si e' trattato di due adulte, perfettamente in grado di decidere della propria vita, ma, prosegue D'Agostino, ''ritengo ragionevole praticare interventi ad alto rischio anche su gemelli siamesi ancora piccoli, perche' questa patologia rende impossibile una vita autonoma e l'esercizio di alcuni diritti umani fondamentali, come poter costruire una famiglia o la privacy. Se dopo una valutazione del rapporto rischio/beneficio la medicina da' ragionevoli speranze di successo, quanto e' stato fatto non e' folle, ma condivisibile. L'insuccesso dell'intervento e la morte delle due sorelle ci ricorda, putroppo, la medicina non e' onnipotente''. (segue)

(Pab/Opr/Adnkronos)