NOTIZIE FLASH: 2/A EDIZIONE - LA CRONACA (2)
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Roma. I cinque anni di reclusione ai quali e' stato condannato Cesare Previti per corruzione semplice non fanno esultare la teste chiave del processo Sme, Stefania Ariosto. ''Io non esulto. Ho vissuto questi anni con estremo dolore e sono stata infangata insieme a tutta la mia famiglia - dice all'ADNKRONOS la Ariosto - Ieri poi ho visto Previti in televisione e mi ha fatto pena, ma la vera parte lesa, in questi cinque anni, sono stata io''. Le ferite, pero', dice la Ariosto, con il tempo si rimarginano un poco. ''Continuo ad avere fiducia nella giustizia e nella imparzialita' dei giudici - proclama -. E dopo la sentenza di oggi si capisce chiaramente come un cittadino si debba difendere solo all'interno di un processo, non attraverso i mass media''. Nessuna esultazione, dunque da parte della Ariosto, e nemmeno rancori. ''Sono stata infangata per tanti anni dunque dovrei avere un animo meno disposto al buonismo, ma cio' che si fa non si puo' nascondere. La corruzione e' un reato grave'', osserva la Ariosto che fa anche un annuncio. ''In tutti questi anni ho sofferto tanto, sono stata insultata e ho deciso di raccogliere tutti gli insulti che ho ricevuto. Ce ne sono tanti, impossibile ormai tenerne un conto preciso: sono volgari, maschilisti. Li raccogliero' tutti e li daro' alle stampe. Un libro non sara' sufficiente ma contestualmente alla chiusura della vicenda vorrei che questo rimanesse un fatto storico''. (segue)

(Nmk/Opr/Adnkronos)