NOTIZIE FLASH: 3/A EDIZIONE - LA CRONACA (2)
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Roma. L'assoluzione di Cesare Previti per la vicenda Sme certifica la ''sconfessione dell'asse mediatico giudiziario portato avanti dalla pubblica accusa''. La difesa dell'ex ministro e deputato di Fi da' questa chiave di lettura alla decisione del tribunale di Milano che ha condannato Previti per corruzione semplice. Secondo Alessandro Sammarco e Giorgio Perroni, la pubblica accusa ''ha sostenuto e cercato di tenere in piedi un teorema incredibile anche per gli osservatori meno imparziali, e alimentato dal gruppo Espresso La Repubblica, di fatto parte civile nel processo, con la sistematica e devastante demonizzazione del nostro cliente''. Detto questo, i legali di Previti, non possono fare a meno di evidenziare che ''la condanna di un innocente e' sempre un'ingiustizia anche se accompagnata da assoluzioni parziali. Previti - aggiungono - e' stato condannato per un fatto che l'accusa non ha dimostrato, ne' al di la' di ogni ragionevole dubbio, ne' al di sopra di un livello minimo di credibilita' e di verosimiglianza''. Secondo gli avvocati del deputato azzurro, la condanna e' arrivata in un ''deserto probatorio''. (segue)

(Nmk/Opr/Adnkronos)