NUCLEARE: MATTEOLI, GOVERNO NON RITIRERA' DECRETO (4)
NUCLEARE: MATTEOLI, GOVERNO NON RITIRERA' DECRETO (4)
SINDACI BASILICATA RICEVUTI A PALAZZO CHIGI

(Adnkronos) - Intanto, non si ferma la protesta contro il sito nucleare a Scanzano Jonico. Questa mattina a piazza Colonna, davanti alla sede del governo, una folta rappresentanza di sindaci, parlamentari e popolazione lucana, ha chiesto di essere ricevuta a Palazzo Chigi, dove era in corso la riunione fra i ministri dell'Ambiente, delle Attivita' produttive, degli Interni e dei Rapporti con il Parlamento con il sottosegretario Gianni Letta per decidere la linea dell'esecutivo sul decreto contestato dalla Basilicata. E poco dopo le 11,30 i sindaci -una quindicina circa- sono stati ricevuti a Palazzo Chigi. Un 'no' secco per Scanzano Jonico come unico deposito nazionale e sull'ipotesi di 20 siti regionali, costruendo invece cinque depositi nelle regioni che hanno gia' un elevato numero di scorie, arriva dal senatore di Fi, Egidio Ponzo.

''Non c'e' bisogno di costruire un sito per regione -spiega l'esponente azzurro a Palazzo Madama- basta costruirne cinque in quelle regioni che hanno piu' scorie come il Piemonte, la Campania, l'Emilia Romagna, il Lazio e la Basilicata stessa che ha il problema di Rotondella per il quale si puo' trovare una soluzione''. Dunque per Ponzo, ''un sito geologico a livello nazionale non serve'' tenuto conto della modesta quantita' di rifiuti ad alta attivita' presenti in Italia. Inutile anche lo 'spezzatino' regionale dei siti: ''Non bisogna spaventare la gente -fa sapere- ma trovare soluzioni tenendo conto che la scienza sta facendo grandi passi avanti e potrebbe presto dare le risposte che servono''.

E sulla vicenda, il presidente della Regione Basilicata, Filippo Bubbico, ha inviato una lettera al presidente della Commissione europea, Romano Prodi, al vice presidente Loyola de Palacio e al commissario europeo all'Ambiente Margot Wallstrom per chiedere un ''incontro urgente''. L'incontro, scrive Bubbico, e' giustificato dalla ''gravissima situazione che si e' venuta a creare nella regione Basilicata a causa della decisione del governo italiano''. Non basta. Il governatore si rivolge a Bruxelles indicando che ''tale decisione, condotta non considerando le corrette modalita' di gestione di una materia cosi' delicata, e' condizionata dal considerare opera militare il sito. Cio' anche se la provenienza di tutti i materiali e' totalmente civile'', spiega Bubbico. ''Una scelta di questo tipo renderebbe apparentemente non applicabili le direttive europee sulla Valutazione di Impatto Ambientale e sugli Appalti pubblici. E' del tutto evidente -sottolinea il presidente della regione Basilicata - quali rischi sono sottesi a proseguire su questa strada e cio' appare abnorme ritenendo che non sia possibile eludere gli obblighi comunitari utilizzando escamotage''. (segue)

(Red/Gs/Adnkronos)