PIAZZA FONTANA: SICILIANO, 200 MILIONI PER TACERE IN AULA
PIAZZA FONTANA: SICILIANO, 200 MILIONI PER TACERE IN AULA
PENTITO RACCONTA COME FU COMPRATO SUO SILENZIO

Milano, 25 nov. - (Adnkronos) - Duecento milioni per tacere. Meglio, per non presentarsi nell'aula bunker del processo di primo grado cosi' da evitare di testimoniare. Al procedimento in corso davanti alla corte d'assise d'appello di Milano sulla strage di Piazza Fontana, Martino Siciliano, uno dei pentiti nei processi di terrorismo, racconta e conferma i motivi che lo hanno portato a stare zitto nel processo di primo grado per la strage del 12 dicembre 1969.

In particolare Siciliano ha raccontato di essersi deciso a tacere dopo aver preso contattato, attraverso il suo legale, i difensori di Delfo Zorzi (condannato all'ergastolo in primo grado, ndr). Quest'ultimo, in cambio del suo silenzio, lo ha finanziato. Per quanto? Duecento milioni, anche se, ha precisato oggi Siciliano, la sua richiesta fu di 200 mila euro. Per questa vicenda il pentito era stato arrestato dagli inquirenti bresciani che hanno anche indagato, per favoreggiamento, i legali di Zorzi, Gaetano Pecorella, Antonio Franchini e Ludovico Mangiarotti oltre, ovviamente, al difensore dello stesso Siciliano, l'avvocato Fausto Maniaci.

(Red-Cri/Pn/Adnkronos)