AN-ISRAELE: FINI, NOSTRA CONDANNA COME PARTE IN CAUSA (2)
AN-ISRAELE: FINI, NOSTRA CONDANNA COME PARTE IN CAUSA (2)
''LA FIAMMA NON C'ENTRA CON IL VIAGGIO''

(Adnkronos) - In una giornata densa di impegni, Fini e' tornato anche sulle polemiche sorte in merito al simbolo del suo partito e a quanto detto e fatto durante il suo viaggio. E se preferisce rispondere una volta tornato in Italia al leader della Margherita Francesco Rutelli, che lo invita a togliere la Fiamma del vecchio Msi dal simbolo di An, perch ''questo non c'entra nulla con il viaggio'', torna di nuovo invece sulle sue parole e gesti. ''Credo di avere fatto cio' che era giusto fare''. ''Quel che ho detto e fatto - ha aggiunto - e' in sintonia con il pensiero della stragrande maggioranza degli italiani e anche di quelli che mi hanno dato fiducia''.

Poi c'e' l'incontro con la comunita' italiana ebraica a Gerusalemme. Un apprezzamento per ''i riconoscimenti arrivati e per la richiesta di essere rigorosi e intransigenti nell'affermare certe verita''', e un ''rincrescimento per non avere tempo a sufficienza non per avviare un approfondimento ma per chiarire che c'e' qualcosa che deve essere ancora chiarito''. Con chiarezza, Gianfranco Fini ha risposto a tutti i dubbi avanzati da una parte della comunita'. La vigilia dell'incontro era stata animata da alcune polemiche e gli argomenti degli ebrei italiani sono stati illustrati al leader di An nell'intervento del rappresentante Sergio Della Pergola. Da parte sua, il vicepremier ha replicato alle questioni emerse durante l'incontro. Parlando dei motivi di apprezzamento, ha citato l'intenzione di ''non lasciare nulla di intentato perche' si possa prendere atto che oggi in Italia esiste la consapevolezza sulla necessita' di esprimere giudizi fermi di condanna per le pagine oscene e tragiche del nostro passato''.

Fini ha ripetuto che bisogna ''evitare che l'antisemitismo, che non e' uno spettro del passato, possa oscurare ancora oggi la coscienza e determinare sciagure simili al passato''. Anche per questo ''prendo l'impegno a considerare i riconoscimenti, le parole, gli apprezzamenti e le critiche non come un punto di arrivo ma di partenza''. L'importante e' che ''le nuove generazioni non soltanto capiscano, ma possano giudicare e garantire un futuro sgombro dalla piu' pericolosa delle infezioni dello spirito: la presunzione di superiorita'''. Concludendo, il vicepremier ha preso l'impegno a ''continuare il confronto in modo che non ci siano ombre sul giudizio del passato, ma anche perche' non ci siano piu' dubbi sul futuro delle generazioni''. (segue)

(Red/Gs/Adnkronos)