AN-ISRAELE: FINI, NOSTRA CONDANNA COME PARTE IN CAUSA (5)
AN-ISRAELE: FINI, NOSTRA CONDANNA COME PARTE IN CAUSA (5)
FASSINO, SPERO CHE PARTITO LA PENSI COME LEADER

(Adnkronos) - Piu' scettico si e' dimostrato il centrosinistra. Le dichiarazioni di Fini da Israele sono ''importanti e impegnative''. Resta pero' da capire, secondo il segretario dei Ds Piero Fassino, se tutto il partito ha le stesse opinioni del suo presidente. ''Spero che tutta la destra e An tenga conto delle affermazioni fatte da Fini -ha osservato il leader della Quercia- mi auguro che queste affermazioni non siano solo personali ma che corrispondano a un radicale cambiamento di atteggiamento e di giudizio della destra italiana su questi temi''. ''Un passo importante e certamente sofferto'', lo definisce il diessino Pierluigi Bersani.

''Ma e' necessario -ha aggiunto- non confondere le esigenze di rilettura storica di un partito con la politica internazionale dell'Italia, che deve sapere parlare a tutti gli attori di un'area e non puo' sbilanciarsi troppo sulla scacchiera mediorientale''. ''Indubbiamente il suo e' un passo importante -ha proseguito Bersani- e auspichiamo che sappia andare fino in fondo su questa strada, allo stesso tempo le sue dichiarazioni devono rientrare in un quadro di interventi del governo volto a mantenere un equilibrio tra tutte le ragioni presenti in Medioriente. Il nostro Paese -ha sottolineato- troppo spesso ha fatto passi sbilanciati e poco attenti alle ragioni di tutti per quanto riguarda la scacchiera mediorientale''.

A insistere invece sulla questione della fiamma sul simbolo di An, il presidente dello Sdi Enrico Boselli e il coordinatore della Quercia Vannino Chiti. ''Sono giustamente piovuti sull'onorevole Fini riconoscimenti universali. E' giusto che un atto politico cos impegnativo quale quello fatto in Israele -ha sottolineato Boselli- vada apprezzato. Ora si tratta di portare alle sue conseguenze un'impostazione liberale e democratica. Non e' infatti possibile che una formazione nuova come quella che vuole essere An possa avere ancora nel suo simbolo il piu' vecchio degli emblemi rappresentativi del neofascismo''.

''Cancellare la fiamma -ha continuato Boselli- non e' un'operazione estetica ma di sostanza. Cio' del resto e' avvenuto per una storia di tutt'altro tipo, quando prima il Psi e poi i Ds, hanno mandato in soffitta la falce e martello per evitare che, pur essendo quello un simbolo che si era prestato a piu' interpretazioni storiche, insorgessero equivoci o travisamenti sull'avvenuta rottura col totalitarismo comunista''. (segue)

(Red/Gs/Adnkronos)