IRAQ: BOSI, ITALIA IMPEGNATA PER COINVOLGERE UE E ONU/RIEPILOGO
IRAQ: BOSI, ITALIA IMPEGNATA PER COINVOLGERE UE E ONU/RIEPILOGO

Roma, 3 feb. - (Adnkronos/Multimedia Adnkronos) - Continua lo scontro tra maggioranza e opposizione sull'intervento italiano in Iraq. Mentre il sottosegretario alla Difesa, Francesco Bosi, interveniva alle commissioni Esteri e Difesa del Senato sul decreto per il rinnovo delle missioni nel Paese (e garantendo l'impegno italiano per coinvolgere Ue e Onu sul terreno iracheno), dal Correntone Ds arrivava la richiesta di istituire, anche in Italia, una commissione di inchiesta parlamentare sul mancato ritrovamento delle armi di distruzione di massa nell'ex regime di Saddam Hussein. ''L'Italia e' fortemente impegnata per un maggiore coinvolgimento dell'Europa e per la ripresa di un piu' diretto impegno dell'Onu in questo difficile teatro'', ha assicurato Bosi.

Quanto alla posizione del governo, il sottosegretario ha garantito che ''ha accolto con soddisfazione la risoluzione 1511 del 16 ottobre scorso che riconosce e legittima con chiarezza la presenza di forze militari in Iraq''. Bosi ha quindi ricordato come ''per fare riacquisire al popolo iracheno la propria sovranita' e l'autodeterminazione, l'Onu ritiene indispensabile il sostegno internazionale. E' per questo che il pensiero di taluni, secondo i quali la presenza dell'Italia in Iraq sostanzierebbe una vera e propria occupazione, costituisce un'evidente forzatura. L'Italia peraltro -ha osservato ancora Bosi- non ha mai assunto la qualifica di belligerante. Il nostro intervento, successivo alle fasi di aperta ostilita', trova la sua concreta e inconfutabile motivazione in esigenze di tipo umanitario''.

Sottolineando ancora la necessita' che in territorio iracheno si arrivi alla stabilita' e alla pacificazione, Bosi ha osservato come ''l'Iraq oggi e' in mezzo al guado di una difficile transizione che l'Italia, come tutta la coalizione internazionale qui impegnata, intende assecondare affinche' si traduca, al piu' presto, nella stabilita' e nella pacificazione''. Di fronte all'obiettivo di impedire ''piu' gravi violenze e intollerabili massacri'' per Bosi e' dunque impensabile un dietrofront. ''Arretrare ora vorrebbe dire abbandonare l'Iraq a un destino oscuro -ha spiegato-, sicuramente segnato dal vuoto di potere e da nuove tragedie e orrori. Cosa succederebbe in Iraq se le forze militari lasciassero il Paese? La risposta purtroppo e' ovvia -ha insistito il sottosegretario- e da qui scaturisce la decisione che il prosieguo della missione e' una scelta obbligata''. (segue)

(Mak/Rs/Adnkronos)