YUKOS: VERSO IL BARATRO DOPO NAUFRAGIO FUSIONE CON SIBNEFT/ADNKRONOS
YUKOS: VERSO IL BARATRO DOPO NAUFRAGIO FUSIONE CON SIBNEFT/ADNKRONOS

Roma, 22 feb. - (Adnkronos/Marketwatch) - Meno di un anno fa il suo futuro appariva radioso. Nel 2003, mettendo a segno un incremento annuale della produzione pari al 23%, la Yukos diventava il maggiore produttore petrolifero russo, e a giugno annunciava l'intenzione di fondersi con Sibneft, quinto maggiore produttore russo. Un'operazione che avrebbe trasformato l'allora inarrestabile Yukos nel quarto piu' grande gruppo petrolifero del mondo. E che aveva attirato gli sguardi internazionali e soprattutto del colosso statunitense Exxon Mobil, intenzionato ad accaparrarsi una ghiotta partecipazione del nuovo leader petrolifero. Ora tutto cio' appare come un lontano sogno: il gigante petrolifero e' stato colpito da un vero e proprio terremoto: come un fulmine a ciel sereno si sono susseguite dal luglio scorso accuse sempre piu' gravi di frode fiscale, malversazioni ed eventi che ne hanno a poco a poco dissolto i sogni piu' ambiziosi.

Il suo fondatore, Mikhail Khodorkovsky, che era anche l'uomo piu' ricco della Russia, e' in prigione dal 25 ottobre scorso con l'accusa di frode ed evasione fiscale e lo attende un duro processo. Con lui un altro grande azionista del gruppo Platon Lebedev, il primo ad essere arrestato nel mese di luglio 2003. Sono stati inoltre emessi mandati di cattura per altri azionisti del colosso: Leonid Nevzilin, Vladimir Dubov e Mikhail Brudno, tutti attualmente residenti in Israele. L'ambiziosa fusione con Sibneft da 13,9 miliardi di dollari e' ormai svanita nel nulla. A inizio febbraio 2004, Millhouse Capital, uno dei maggiori azionisti di Yukos e holding del magnate russo Roman Abramovic, ha annunciato la firma di un protocollo per annullare l'acquisizione di Sibneft da parte del colosso petrolifero russo. (segue)

(Mdm-Gct/Rs/Adnkronos)