MOSTRE: ''LE MAPPE DI HEADWOOD'' DI SERGIO LOMBARDO A FIRENZE
MOSTRE: ''LE MAPPE DI HEADWOOD'' DI SERGIO LOMBARDO A FIRENZE
DODICI ACRILICI RACCONTANO IL TEOREMA MATEMATICO

Firenze, 3 mar. - (Adnkronos/Adnkronos Cultura) - Una personale di Sergio Lombardo, docente di ''Teoria della percezione e Psicologia della forma'' all'Accademia di Belle Arti di Roma, e' allestita fino al 18 aprile al BZF di Firenze. Da alcuni anni l'artista, da sempre impegnato nella ricerca della psicologia sperimentale dell'estetica e fondatore della Teoria Eventualista, si e' concentrato sull'elaborazione del teorema matematico noto come ''mappa di Heawood''. E proprio su questa tematica si concentra la mostra sostenuta dall'assessorato alla Cultura del Comune di Firenze e delle Poste Italiane.

Dodici acrilici di grandi dimensioni, appositamente realizzati per l'esposizione, compongono il materiale espositivo. ''Un nuovo esperimento e' stato progettato - spiega Sergio Lombardo - usando una mappa planare simmetrica di Heawood a dodici colori, che e' stata dipinta dodici volte con i colori permutati. Le tinte usate per creare i colori sono due: un verde smeraldo e un magenta scurissimi. Ciascuna tinta poi, e' stata suddivisa in sei toni aggiungendo progressive dosi di bianco, in modo da formare due scale a sei gradini equidistanti che raggiungono toni chiarissimi. Le dodici permutazioni comprendono otto quadri in cui i colori sono stati permutati a sorte e quattro quadri in cui i colori sono stati permutati con criteri logici.

Il professore giunge a questa mostra dopo una serie di esperimenti iniziati nel 1958 quando dipingeva i ''Monocromi'', a cui i ''Gesti tipici'' (1961-1963), i ''Supercomponibili'' (1965-1968), i ''Concerti aleatori'' (1971-1975) fino ad arrivare alla piu' recente esperienza della ''Pittura stocastica''. Ma ritornando alle Mappe esposte, quale interesse estetico suscitano? ''Se un artista - continua Lombardo - si ponesse il problema di creare delle forme da colorare in modo che fosse rispettato sempre un certo equilibrio complessivo, ma che il tutto non risultasse banale, o ridondante, o ingenuo, allora le mappe di Heawood, per definizione, farebbero al caso suo. Esse creano insiemi di colori sempre diversi, ma sempre equilibrati, dal momento che tutti i colori, pur variando in modo molto complesso, confinano con tutti gli altri. La bellezza non sta nel fatto che si tratta di un rompicapo difficilissimo, ma nel fatto che l'estrema complessita' di queste strutture e' funzionale a valori estetici irraggiungibili in modo ingenuo''.

(Per/Pn/Adnkronos)