NOTIZIE FLASH: 3/A EDIZIONE - L'INTERNO (2)
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Bruxelles. ''Per tanti motivi, ma non certo per il timore dei ricatti da parte delle curve dei tifosi, il governo non ha trovato una soluzione convincente'' sul decreto salva-calcio. ''Non ci e' sembrato possibile la soluzione che io, da uomo di calcio, speravo si potesse trovare''. Lo ha assicurato Silvio Berlusconi, in una conferenza stampa al termine del Consiglio europeo di Bruxelles, sottolineando che cosi' ''la sua speranza'' di fare un provvedimento ad hoc ''e' andata delusa''. Il presidente del Consiglio ha spiegato di aver rinunciato al decreto legge ''perche' hanno pesato sulla decisione del governo una serie di cose'': a cominciare dalla perplessita' della Ue e dagli eventuali eccessivi costi per una provvedimento piu' generalizzato. A chi gli chiedeva se sul ripensamento avessero influito il no preventivo di Bruxelles, l'inutilita' di un intervento sui regolamenti Uefa, il timore di cedere ai ricatti degli ultra', il rischio di creare un precedente pericoloso per le societa' quotate in Borsa sulle norme per le rateizzazioni in fidejussione, il premier ha cosi' replicato: ''la risposta e' tutta una cosa. Sulla rinuncia ha pesato tutto quello che ha elencato, salvo il ricatto delle curve. Tutte queste argomentazioni sono arrivate sul tavolo del governo e ci hanno fornito una soluzione che non appariva convincente''. (segue)

(Pab/Opr/Adnkronos)