CAPITALISMO: TETTAMANTI, NONOSTANTE PECCATI E' SISTEMA VINCENTE (2)
CAPITALISMO: TETTAMANTI, NONOSTANTE PECCATI E' SISTEMA VINCENTE (2)
MA ATTENTI ALLE DEGENERAZIONI, SPESSO INCONTROLLATO POTERE MANAGER

(Adnkronos) - Soprattutto, osserva Tettamanti, il capitalismo poggia ''su alcuni punti cardine, come il rispetto dell'individuo, la liberta' del singolo, il mercato, la concorrenza, che non possono essere snaturati senza che il sistema smetta di funzionare''. E questa e' una delle ragioni per cui ''e' necessario opporsi alla demonizzazione e demolizione del mercato''. Cosi' come ''ci si deve opporre a chi dice di voler accettare e usare le liberta' capitalistiche, ma pretende nel contempo di scardinare l'odine spontaneo del mercato rendendolo, consciamente o meno, inefficiente e inapplicabile''.

Tettamanti crede piu' nel ruolo degli imprenditori che in quello dei manager, che, dice, ''nel corso degli ultimi 50 anni, si sono trovati in una situazione di sempre maggiore e incontrollato potere''. Con il declino del capitalismo familiare, la gestione aziendale, afferma, ''ha conosciuto, come sempre succede, le sue degenerazioni''. ''Che un imprenditore come Bill Gates -spiega-, rischiando del suo e partendo dal garage di casa, sia diventato un miliardario, non solo non mi disturba: mi fa piacere'', mentre e' ''scandaloso e sbagliato'' che un manager, ''non rischiando niente o pochissimo, e magari usufruendo di un 'golden parachute', guadagni annualmente ulteriori 50 o 100 o piu' milioni di dollari. Qualcuno potra' obiettare che questo e' il mercato. E' vero, ma e' un mercato fasullo e gonfiato per la negligenza dei consigli di amministrazione e che oggi, in ogni caso, comincia a essere castigato''. (segue)

(Mig/Gs/Adnkronos)