ELEZIONI: SARDEGNA- PILI, SONO PRONTO PER LA SECONDA SFIDA (2)
ELEZIONI: SARDEGNA- PILI, SONO PRONTO PER LA SECONDA SFIDA (2)
OCCORRE UN RICONOSCIMENTO AUTONOMISTICO IN EUROPA

(Adnkronos) - Si parla tanto di Sardegna, di identita' e di Autonomia. Che cosa non ha funzionato in passato visto che l'Autonomia e' rimasta solo formale? ''C'e' stata una classe politica che ha preferito proclamare l'Autonomia senza mai esercitarla. Si e' scelta la strada piu' facile di scaricare le responsabilita' su altri - afferma Pili - senza mai affrontare concretamente i nodi storici dello sviluppo dell'isola''. ''Bisogna passare -prosegue- dall'Autonomia proclamata all'Autonomia esercitata, dall'Autonomia della protesta all'Autonomia della proposta. Non c'e' piu' spazio ne' tempo per chi e' contro tutto e contro tutti''.

''Autonomia -aggiunge- significa rimboccarsi le maniche, realizzare il pieno autogoverno di una terra e di un popolo capaci di costruire da se' un vero futuro di sviluppo economico-sociale. Oggi, semmai, occorre un riconoscimento autonomistico in Europa, perche' Bruxelles riconosca che la Sardegna e' destinata a restare l'unica vera isola europea''. ''Il riconoscimento di Regione-Stato, partner della nuova Europa, -prosegue ancora- e' uno snodo fondamentale di un'Autonomia vissuta da sardi, da italiani, da europei. Questa e' la vera nuova sfida dell'Autonomia sarda''. Quale peso elettorale potrebbe avere un terzo polo che si richiami ai valori nazionalitari? ''Non mi preoccupo dei pesi elettorali, ma di quelli ideali. La Sardegna oggi - evidenzia Pili - ha bisogno non di divisioni ideologiche o tra poli, perche' sente la necessita' di una classe dirigente che sappia confrontarsi senza dogmi e ideologie, mettendo al primo posto le soluzioni concrete per i tanti problemi della Sardegna''.

''Oggi fortunatamente -sottolinea- la legge elettorale consentira' di avere un governo stabile con un presidente finalmente eletto direttamente dal popolo. E questo e' un passaggio epocale non solo sul piano istituzionale. L'identita' di un partito non la si misura col numero di bandiere al vento ma con le idee, i progetti e le concrete realizzazioni''. ''L'identita' -sottolinea- non e' un valore da esibire ma e' qualcosa che si deve sentire a prescindere dall'appartenenza politica''. (segue)

(Mas/Gs/Adnkronos)