CLONAZIONE: GB, PRIMA AUTORIZZAZIONE PER FINI TERAPEUTICI (4)
CLONAZIONE: GB, PRIMA AUTORIZZAZIONE PER FINI TERAPEUTICI (4)
IL GENETISTA, EUROPA DIVISA DAVANTI A QUELLA UMANA

(Adnkronos) - Il primo via libera in Gran Bretagna alla clonazione terapeutica di embrioni umani ''dimostra che l'Europa in realta' non e' ancora unita, almeno nei laboratori di ricerca''. Cosi' il genetista Bruno Dallapiccola, direttore dell'Istituto Mendel di Roma, commenta la decisione dell'Autorita' per la fecondazione umana e l'embriologia (HFEA). ''Questo disco verde ufficializza un atteggiamento che era nell'aria da tempo'', sottolinea il medico che immediatamente aggiunge: ''E' inquietante, pero', pensare che in un'Europa unita i Paesi abbiano posizioni tanto diverse di fronte a una decisione cosi' importante. Una cosa del genere, infatti, in Italia, dopo la legge sulla fecondazione assistita, non e' possibile''. ''Sarebbe bene -sottolinea Dalla piccola- che un aspetto tanto importante della ricerca fosse il frutto di un'analisi condivisa dai Paesi dell'Ue''. Il direttore dell'Istituto Mendel non entra invece nel merito dello studio: ''Faccio i migliori auguri ai miei colleghi, che stanno lavorando a nuove terapie contro malattie diffuse come diabete, Parkinson e Alzheimer. Ma non possono non rilevare -conclude- che conosciamo ancora troppo poco su queste patologie complesse''.

La decisione britannica diventa anche occasione di riflessione sulla situazione italiana. Per Giuseppe Novelli, genetista dell'Universita' di Roma Tor Vergata ed ex componente della Commissione Dulbecco ''l'Italia e' ferma, ma nei laboratori internazionali la ricerca va avanti. Non si puo' bloccare tutto a scatola chiusa, per paura dei 'pirati della clonazione' o dei bebe' fotocopia: basta fare come in Gran Bretagna o in Francia: autorizzare progetti mirati, con precisi paletti, ma anche modi e tempi definiti''. ''Si tratta di un settore molto promettente contro malattie gravissime, quali diabete, Parkinson e Alzheimer -dice l'esperto, impegnato in ricerche di questo tipo sulle cellule embrionali di topo- e sarebbe davvero immorale bloccare del tutto questi studi. Servono paletti, dunque, ma anche una maggiore apertura. Anche perche' se il nostro Paese si ferma, questo non accade all'estero''.

Novelli ricorda poi che il 9 luglio scorso, in Francia, e' stato concesso a un gruppo di studiosi di effettuare ricerche in questo campo, ''che e' ben diverso dalla clonazione umana riproduttiva. In entrambi i casi gli studi, finanziati di due governi europei, erano ben documentati''. Dunque anche in Italia sarebbe opportuno ''concedere un via libera caso per caso e motivato, con regole precise. Anche perche' - conclude il genetista - vietando tutto si lascia spazio ai 'pirati' della ricerca''. (segue)

(Red/Opr/Adnkronos)