IRAQ: CHALABI, MI POTRANNO METTERE IN CELLA CON SADDAM
IRAQ: CHALABI, MI POTRANNO METTERE IN CELLA CON SADDAM
DA TEHERAN RIBADISCE INTENZIONE DI RIENTRARE A BAGHDAD

Teheran, 11 ago. (Adnkronos/Dpa) - ''Se mi arrestano, allora mi potranno mettere in cella con Saddam'': e' questa l'amara battuta di Ahmed Chalabi, il leader dell'Iraqi national congress contro il quale la scorsa settimana i magistrati iracheni hanno spiccato un mandato di arresto per spaccio di denaro falso. L'ex pupillo di Washington, per anni principale referente del Pentagono all'interno dell'opposizione irachena tanto che Donald Rumsfeld, al momento dell'invasione dell'Iraq, lo considerava una sorta di presidente in pectore, ha comunque ribadito, intervistato dall'emittente araba al Arabya a Teheran, la sua intenzione di rientrare a Baghdad per difendersi dalle accuse.

I giudici iracheni hanno spiccato un mandato di arresto anche contro Salem Chalabi, il nipote del leader dell'Inc ora presidente del tribunale speciale che dovra' giudicare Saddam e gli altri ex leader del regime. Il giurista, che ha studiato e lavorato in Gran Bretagna e negli Stati Uniti prima di rientrare in Iraq, e' stato accusato di essere il mandante dell'assassinio di Haithem Faidil, il direttore generale del ministero delle Finanze che stava preparando un rapporto sui modi illeciti con cui la famiglia Chalabi, subito dopo la caduta del regime, si era impossessata di beni e proprieta' dello stato. E ieri notte il ministero degli Interni iracheno ha ingiunto all'Inc di lasciare immediatamente i suoi uffici che si trovano appunto in uno di questi edifici occupati illegalmente.

(Ses/Gs/Adnkronos)