SCRITTORI: MILLER, ''MORTE DI UN COMMESSO VIAGGIATORE'' IL SUO CAPOLAVORO
SCRITTORI: MILLER, ''MORTE DI UN COMMESSO VIAGGIATORE'' IL SUO CAPOLAVORO
NEL 1949 CONQUISTO' IL PREMIO PULITZER PER QUESTO DRAMMA

Roma, 11 feb. - (Adnkronos) - “Morte di un commesso viaggiatore” (1949) di Arthur Miller una delle pietre miliari del teatro americano contemporaneo, in cui si fondono alla perfezione i temi piu’ cari al grande drammaturgo: quelli del conflitto familiare, della responsabilit etica individuale e della critica a un sistema economico e sociale spietato e spersonalizzante.

Capolavoro assoluto, fortunatamente stato riconosciuto come tale subito dalla critica che lo ha gratificato con numerosi premi, fra cui il prestigioso Pulitzer. ‘’Morte di un commesso viaggiatore” (sottotitolo “Alcune conversazioni private in due atti e un requiem”), fu salutato in America come una sorta di evento nazionale: solo a Broadway registro’ continuativamente 742 repliche. Il protagonista Willy Loman il paradigma del sogno americano del successo e dell’autoaffermazione, che si rivela in tutta la sua ingannevole precariet.

‘’Morte di un commesso viaggiatore’’ e’ stato tradotto in 32 lingue, rappresentato in 95 Paesi, interpretato dai maggiori attori dell’ultimo mezzo secolo, e’ diventato un film due volte: nel 1951 per la regia di Laslo Benedek con Fredric March, Kevin McCarthy, Mildred Dunnock e Mitchell Howard Smith; nel 1985 con la regia di Volker Schloendorff con Dustin Hoffman, Kate Reid, John Malkovich, Stephen Lang e Charles Durning.

(Sin-Xio/Pn/Adnkronos)