FIAT: STRETTA FINALE CON GM, MARCHIONNE IN USA (3)
FIAT: STRETTA FINALE CON GM, MARCHIONNE IN USA (3)
MAGGIO 2002, GM NON PARTECIPA AD AUMENTO CAPITALE E RIDUCE QUOTA AL 10%

(Adnkronos) - Nonostante il prestito convertendo da tre mld di euro che il Lingotto nel maggio 2002 sottoscrive con un gruppo di banche, la situazione resta difficile, cosi’ Fiat, per rilanciare l’auto, vara nel marzo 2003 un aumento di capitale da 5 mld accompagnato da una serie di dismissioni per ridurre l’indebitamento e fare cassa. L’accomandita della famiglia Agnelli aderisce per la sua quota (250 mln di euro), e cosi’ pure fanno Ifi e Ifil, mentre non altrettanto fa il socio americano che si rifiuta di prendere parte alla ricapitalizzazione diluendo cosi’ la sua partecipazione dal 20 al 10%.

Sono i primi segnali di insoffereza. Nel settembre dello stesso anno le parti decidono una sorta di tregua, rinviando l’esercizio del put di un anno, dal 24 gennaio 2004 alla stessa data del 2005, ma nulla di piu’. Gm, infatti, fa sapere di non considerare piu’ valida l’intesa siglata nel 2000 e accusa la Fiat di aver violato i termini del Master Agreement sia per aver iniettato nelle casse della societa’ 3 mld di euro con l’aumento di capitale deliberato nel marzo 2003, sia con la cessione del 51% di Fidis per la quale il Lingotto detiene il diritto di call prorogato di recente al dicembre 2008. (segue)

(Abr/Rs/Adnkronos)