TANGENTOPOLI: DI PIETRO, 12 ANNI DOPO LA QUESTIONE MORALE NON E' SENTITA (2)
TANGENTOPOLI: DI PIETRO, 12 ANNI DOPO LA QUESTIONE MORALE NON E' SENTITA (2)
PROIBIRE CANDIDATURA AI CONDANNATI PER REATI DOLOSI CON SENTENZA DEFINITIVA

(Adnkronos) - Dopo quella che Di Pietro chiama la ‘’rivoluzione culturale, che miracolava gli imputati e mutava i giudici in criminali’’ e’ venuto il momento delle riforme. ‘’Basti pensare a questioni come le rogatorie internazionali, il mandato d’arresto europeo, il falso in bilancio. Ai giudici -sottolinea il leader dell’Idv- hanno lasciato in mano armi spuntate. E’ come se a un medico impedissero di usare le radiografie e calcellassero per legge la malattia. Un reato che non e’ piu’ reato, questa -ammonisce- la strada intrapresa per azzerare la questione morale’’.

‘’Una volta c’erano imprenditori e c’erano politici, e l’impresa malata comprava i favori dal politico. Adesso -spiega- l’intreccio e’ totale, la confusione dei ruoli senza soluzioni, i politici sono anche imprenditori e viceversa’’. L’ex pm non ha una soluzione ma una proposta che ‘’dovrebbe essere il primo impegno del primo mese di governo’’, e cioe’ una legge che vieta la candidatura a coloro che sono stati condannati per reati dolosi con sentenza passata in giudicato e che proibisce di assumere incarichi di governo locale o centrale a coloro che sono stati rinviati a giudizio per reati per i quali e’ previsto l’ordine di cattura.

(Leb/Ct/Adnkronos)